L'ALLARME. Sono 240 in città ma molte versano in uno stato di abbandono preoccupante Il vetro rotto, forse da un sasso comunque di proposito, sfigura suo malgrado il viso dolce della Madonna. Sotto il portico di palazzo Trissino Bastion il via e vai di persone è continuo. Gente che passa, che entra e che esce, turisti che trascinano il passo, eppure quasi nessuno fa caso all'incrinatura e men che meno al dipinto, una Vergine con Bambino ad olio forse della scuola del Maganza della fine del '600. Troppo alta la nicchia o troppo concentrati sui propri passi i pensieri di tutti? Il dubbio lo risolve gordianamente l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto. «Grazie della segnalazione, informerò gli uffici per la riparazione necessaria». Ma non è l'unico caso. Molte, infatti, le edicole abbandonate o in condizioni precarie. Quella di via Chinotto, lasciata al suo destino «da quando è morto ricordano un paio di esercenti della zona - chi la puliva». X GIUGNO. Ce n'è una in piazzale X Giugno, aggredita dallo smog veicolare ma anche dall'insipienza di chi la usa come "cestino" per bottiglie di plastica o carte. Gianni Seganfreddo, proprietario del manufatto realizzato negli anni '30, rivela: «Spesso chiedo al giardiniere di rimettere a posto i vasi e di pulire. Ora alcune religiose mi hanno chiesto il permesso di restaurarlo. Pare infatti ci sia una persona che vorrebbe farlo a seguito di un voto. Per me va bene, ma l'ultima parola spetta alla Soprintendenza di Verona ed al Comune per il rilascio delle autorizzazioni. Bisognerebbe mettere anche delle luci, però aprire un contatore solo per questo mi pare francamente esagerato». Curiosità: all'epoca fu murata nel gruppo una bottiglia contenente un biglietto. Cosa c'è scritto lo si saprà solo a intervento realizzato, intanto però un messaggio lo lancia monsignor Antonio Gasparini: «Sarebbe importante che parrocchie, privati ed enti adottassero queste testimonianze della fede e della vita del nostro territorio». Importanti sia sotto il profilo socio-religioso che artistico-culturale. IL CENSIMENTO. Sono circa 70 le edicole religiose poste all'interno delle mura cittadine, censite una ventina di anni fa dall'architetto Carmelo Conti. Altre 170, ma qui manca una catalogazione, quelle esistenti nel resto della città. Percorsi di fede semplice e popolare ma anche un piccolo museo diffuso, con vere e proprie opere d'arte di tutte le epoche che si dispiegano davanti agli occhi e nomi di artisti importanti, anche recenti. «Dopo averle censite, realizzai con il Comune una pubblicazione iniziando nel contempo un piccolo programma di restauri. Furono una ventina i siti degradati che ripristinammo grazie all'aiuto di enti, privati ed associazioni e alla collaborazione di Aim e Amcps». Per ogni intervento fu realizzata una brochure, prezioso scrigno di informazioni. Da allora molta acqua è passata sui 20 bassorilievi e le 12 sculture in pietra, i 16 affreschi su parete muraria, i 7 dipinti ad olio o a tempera, le 10 statuette (6 in terracotta, 2 in legno e 2 in ceramica). Tra le cose da vedere, anzi da riscoprire, l'edicola a impianto palladiano di stradella Piancoli, la seicentesca Madonna degli Impiccati di palazzo Chiericati, la "Madonna e Bambino con Rosario" e la "Adorazione dei Pastori" sotto i portici di corso Palladio, l'edicola del 1730 di contrà Muschieria, restaurata dal Giordani nel 1965, la "Madonna col Bambino ed Angelo" della scuola del Marinali in contrà S.Chiara, la cappella votiva di contrà Ponte Novo, "Madonna col Bambino e S.Rocco" al Duomo, l'Ecce Homo all'angolo, in alto, del Monte di Pietà, l'edicola muta di contrà S.Caterina (metà XVII secolo), "Vergine con Bambino tra i Santi Girolamo e Bartolomeo" in contrà della Misericordia e la "Vergine Immacolata" di contrà San Marcello. Conservate al museo ma purtroppo non esposte al pubblico due "Madonna con Bambino" del 1400, la prima in ceramica colorata che un tempo faceva bella vista di sé su un muro di contrà Porta S.Lucia l'altra in pietra tenera. E da vedere e recuperare le sculture di Giuseppe Giordani e quelle di Simone Benetton, che pure hanno lasciato in città preziose ma dimenticate testimonianze della propria maestria artistica. R.L.
Edicole religiose dimenticate fra vetri rotti, smog e degrado
Il testo è un articolo di giornale che descrive lo stato di abbandono di alcune edicole religiose a Verona. L'articolo descrive come molte di queste edicole siano state danneggiate o abbandonate, e come alcune siano state segnalate dagli abitanti della zona. L'articolo cita anche alcuni esempi di edicole che sono state restaurate grazie all'aiuto di enti, privati e associazioni. Inoltre, l'articolo descrive il censimento delle edicole religiose a Verona, che ha rilevato circa 70 edicole all'interno delle mura cittadine, e 170 fuori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo