L'ex sindaco: già i primi contatti. Boeri: sono curioso «SONO pronta a mettermi alla guida di un gruppo di imprenditori italiani e internazionali per realizzare il progetto della Grande Brera». Parola di Letizia Moratti, che nella sua quinta vita (dopo aver fatto la broker, il presidente della Rai, il ministro e il sindaco) non può certo accontentarsi del ruolo di consigliere d'opposizione a Palazzo Marino. E allora eccola mettere a frutto la miriade di contatti avviati ai quattro angoli del pianeta per portare a casa l'Expo. Con l'obiettivo di promuovere una cordata di imprenditori privati disposti a investire in un progetto che langue da tempo e per il quale il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha già fatto sapere che non è proprio il caso di chiedere soldi al governo: non ce ne sono. Lei, donna Letizia, assicura che la sua parte la farà eccome. La famiglia anche in questo caso aiuta, ma i quattrini targati Moratti serviranno soprattutto a fare da volanoa un'operazione che allo stato non può essere ancora quantificata. Sono girate cifre ballerine, quel che serve per ristrutturare e ampliare la Pinacoteca (oltre a trasferire l'Accademia e l'intero polo didattico nell'ex caserma Magenta) potrebbe toccare quota 150 milioni. Ma non c'è nulla di ufficiale: per questo il primo passo della Moratti è lavorare attorno a un progetto esecutivo di rilancio che quantifichi con esattezza i tempi e soprattutto i fondi necessari. Che arriverebbero, oltre che da lei, da privati interessati alla gestione diretta della Grande Brera, sull'onda di un'evocatissima (dalla Moratti) «responsabilità sociale» che vorrebbe richiamare da vicino il mecenatismo delle grandi famiglie imprenditoriali milanesi. Un po' comeè successo a Roma con il Colosseo, rilanciato da Della Valle. Ma anche come sta per succedere a Pompei, dove al capezzale del sito archeologico sta arrivando un gruppo di imprenditori francesi. Diversi contatti sono già stati avviati e, stando a quel che si dice nell'entourage stretto dell'ex sindaco, con qualche successo. Soprattutto oltreoceano, ma anche - per la parte che riguarda il polo didattico dell'Accademia - in Cina. «Ho avviato in questi giorni - aggiunge la Moratti - con il commissario di governo per la Grande Brera, Mario Resca, il tavolo di lavoro che dovrà sin dalle prossime settimane definire gli iter procedurali e il quadro economico dell'effettivo fabbisogno per il rilancio». Da Palazzo Marino l'assessore alla Cultura Stefano Boeri accoglie così la novità: «Sono benvenute tutte le iniziative volte a valorizzare lo straordinario patrimonio artistico e culturale della città. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra le risorse pubbliche, che un questo momento riguardano gli spazi e le opere, e quelle private; sono curioso di conoscere i dettagli di questa proposta». Ovviamente il Comune dovrà essere coinvolto: «Qualsiasi iniziativa va inquadrata in una visione complessiva e condivisa del complesso sistema culturale milanese».