La Provincia e numerose associazioni firmano il protocollo d'intesa perchè passi in mano pubblica Fano Ad impedire che il recupero del teatro romano cada ancora una volta nel dimenticatoio, vanificando con il trascinarsi di tempi lunghi, ogni prospettiva di valorizzazione di un'area archeologica di grande importanza, ci ha pensato l'assessore alle attività culturali della Provincia, Davide Rossi, che ha riunito un gruppo, particolarmente rappresentativo di associazioni cittadine e di esponenti della cultura fanese intenzionati ad acquisire al patrimonio pubblico tale bene storico. Ieri, a Palazzo Palazzi, è stato firmato un protocollo d'intesa volto alla individuazione di azioni comuni finalizzate alla valorizzazione dell'area archeologica del teatro romano. Oltre che dall'assessore Rossi, la firma è stata posta da: Luciano Filippo Bracci a nome dell'associazione dimore storiche italiane, di cui è vice presidente nazionale, da Annamaria Ara Siccoli capodelegazione del Fai di Pesaro, da Franco Battistelli a nome di Italia Nostra, da Piergiorgio Budassi, presidente dell'Archeoclub di Fano, da Stefano Fiorelli vice presidente vicario della Confesercenti, dall'ex sindaco Aldo Enzo Darvini in rappresentanza del Circolo Labriola, da Gianelio Sora, vice presidente dell'associazione Einaudi, da Elda Tartaglia segretaria del Circolo Bianchini e dallo storico Luciano De Sanctis. "Il primo obiettivo da raggiungere ha dichiarato l'assessore Davide Rossi è l'acquisizione al patrimonio pubblico dell'area di via De Amicis, il secondo è quello di completare la campagna di scavi per riportare alla luce la totalità delle costruzioni che si trovano ancora sottoterra e quindi costituire un fondo, tra Regione, Provincia, Comune, Fondazioni per sostenere le spese". Rossi ha valutato anche la possibilità di accedere a finanziamenti tramite la collaborazione di soggetti che si occupano di sostenere progetti culturali, come la società Arcus Spa, una società la cui missione è costituita dal sostegno e finanziamento di progetti riguardanti i beni culturali. L'azionista di riferimento della società è il Ministero per i Beni e le Attività culturali. La stessa società negli anni 2005-2006 ha messo a disposizione 1.100.000 euro per finanziare una campagna di scavi nell'area archeologica di Suasa. Consentire che sull'area del teatro romano vengano edificati appartamenti, significherebbe privarsi della possibilità di mettere in luce una visuale completa del teatro romano, dato che le gradinate superstiti della cavea sono tagliate in due da un fabbricato che divide la superficie di proprietà della ditta costruttrice da quella di proprietà Montanari. Inoltre il capannone che ospitava un laboratorio di maglieria si trova proprio sulla scena del teatro, mentre negli anni '60, la costruzione della cabina dell'Enel e l'impianto di pali in cemento nel terreno, hanno distrutto vaste porzioni di costruzioni antiche. Da qui il dubbio: possibile che nessuno si sia accorte della presenza dell'antico monumento? massimo foghetti,
FANO - Patto per salvare l'area archeologica
La Provincia e diverse associazioni hanno firmato un protocollo d'intesa per valorizzare l'area archeologica del teatro romano di Fano. L'assessore alle attività culturali della Provincia, Davide Rossi, ha riunito un gruppo di rappresentanti delle associazioni e dell'area per individuare azioni comuni per la valorizzazione dell'area. Il primo obiettivo è l'acquisizione al patrimonio pubblico dell'area di via De Amicis, il secondo è quello di completare la campagna di scavi per riportare alla luce le costruzioni sottoterra. La Provincia e le associazioni intendono anche accedere a finanziamenti tramite la collaborazione di soggetti che si occupano di sostenere progetti culturali.
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