PIADENA E' ufficiale. Il sito palafitticolo dei Lagazzi di Piade-na, risalente all'Eta del Bronzo, ha ricevuto dall'Unesco (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione la scienza e la cultura) la qualifica di 'Patrimonio dell'Umanità'. Ne dà conferma Marco Baioni, conservatore del museo archeologico Antiquarium Platina: «La 35esima sessione del Comitato Unesco, riunita a Parigi, ha accolto la candidatura piadenese». Un risultato di grande prestigio, non solo per Piadena ma anche per l'intera provincia, che naturalmente avra un seguito. «Il lavoro inizia adesso», conferma Baioni. «Una grande gioia, una soddisfazione da condividere con tutto il paese, ma anche un bell'impegno per l'amministrazione affermano il sindaco Bruno Tosatto e l'assessore alla Cultura Annunciata Camisani .Per il recupero, la valorizzazione, la fruibilità del sito sarà indispensabile coinvolgere altre forze e sono auspicabili sostegni concreti. A Baioni e a Beatrice Dondi la stima e l'apprezzamento e l'eccellente lavoro. Grazie ai funzionari regionali che hanno seguito la pratica e a tutti i volontari e agli operatori del museo. Questo risultato è anche loro». «A ottobre prosegue il conservatore è prevista la firma di una convenzione tra le istituzioni coinvolte, tra cui il ministero per i Beni culturali, perché si dovrà redige- La campagna di scavi Iniziata nel 1982 ai Lagazzi di San Lorenzo Guazzone re un piano di gestione. E' prevista naturalmente l'apposizione di una targa con il simbolo dell'Unesco». Come si è arrivati ad un risultato così rilevante? Dopo la segnalazione dei Lagazzi tra le località meritevoli, 1'Unesco ha vagliato la documentazione accertando, sulla base degli studi effettuati che le basi erano concrete. L'istituto di valutazione Icomos ha successivamente dato una valutazioneositiva, aprendo la strada all'ulteriore e definitivo esame. I Lagazzi furono abitati da genti della cultura di Polada nei secoli a cavallo tra l'Antica e la Media Età del Bronzo, cioè tra il 1800 e il 1500 a.C.. L'area di interesse archeologico, poco più a sud del saliceto, venne indagata già nell'Ottocento da Antonio Parazzi e dal 1982 al 1986 dalla Soprintendenza e dall'Università di Genova. Si trattava di un abitato formato da almeno 7 nuclei abitativi, costruiti in parte su un'area acquitrinosa, poi riempitasi di torba. In zona sono stati trovati numerosi vasi, esposti al museo. I Lagazzi, nel frattempo, sono diventati 'monumento naturale'. Quella capanna 'sperimentale' Fu la dottoressa Laura Simone della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, nel 1982, a dare il via alle ricerche assieme al professor Sante Tini dell'Università di Genova, e al suo gruppo di scavo, di cui entrò a far parte Franco Bertoletti, nipote di Onorino la cui famiglia conduceva il fondo in cui era ubicata la zona palafitticola. I riscontri furono notevoli, se si pensa alla famosa collana d'ambra ospitata al museo e ai 65 vasi interi o ricomponibili recuperati. Nacque l'Istituto d'Archeologia Sperimentale, con sede nella cascina, dove gli archeologi erano ospitati gratuitamente dal proprietario, Antonio Grasselli. I locali vennero sistemati a spese del Museo. A San Lorenzo, fu fatta la prima sperimentazione: la progettazione e ricostruzione di una capanna neolitica.
LOMBARDIA - L'Unesco dà il suo 'marchio' al sito palafitticolo. Piano di gestione col ministero dei Beni culturali.
Il sito dei Lagazzi di Piadena, un palafitticolo risalente all'Età del Bronzo, è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La notizia è stata confermata dal conservatore del museo archeologico Antiquarium Platina, Marco Baioni. Il sito, che risale al 1800-1500 a.C., è stato abitato da genti della cultura di Polada e ha prodotto numerosi vasi e altri reperti. La dichiarazione di Patrimonio dell'Umanità è il risultato di un lungo processo di ricerca e valutazione, che ha coinvolto l'Unesco, l'Icomos e altre istituzioni.
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