«Torino capitale», Museo Egizio e autoritratto di Leonardo hanno sedotto Giancarlo Galan. II ministro dei Beni culturali ha concluso ieri la sua visita alla città, con un giro a Palazzo Reale, all'Armeria e Biblioteca Reale, a Palazzo Carignano e all'Egizio. «Torino - ha detto- mi è parsa tutt'ora una vera capitale. Mi ha fatto provare emozioni difficili da controllare». Alla Biblioteca ha avuto il privilegio di prendere in mano il «Codice degli Uccelli» di Leonardo: «Che brivido sfogliare uno dei libri più importanti del mondo». Il ministro è parso rapito dal volto del suo autore. Tanto che ha accettato di dire quello che in un primo momento non voleva dire. Offrirà la sua mediazione affinché quest'icona, che il mondo invidia a Torino, sia esposta alla mostra che la Reggia di Venaria dedicherà a Leonardo in autunno. Al Ministero si oppone il «Comitato tecnico scientifico ai beni librari», guidato dal professor Tullio Gregory. Data la delicatez«La disponibilità del Ministro è la migliore garanzia per coronare gli eventi di Italia 1 50» Michele Coppola Assessore regionale alla Cultura za dell'autoritratto, il Comitato considera inopportuno qualsiasi strapazzo. II suo parere è obbligatorio, non vincolante. «Io penso - dice Galan - che le cose da vedere vadano viste. Sono favorevole alla circolazione delle opere d'arte. Se c'è una possibilità, sarei contento che l'autoritratto fosse visto». Pertanto ha affidato la «mediazione» al suo capo gabinetto, Salvo Nastasi, che assicura: «Si possono offrire garanzie di sicurezza. Inoltre ci sono precedenti, come il "Satiro danzante" che andò in Giappone». Se ne rallegra Michele Coppola, assessore alla Cultura: «La disponibilità del Ministro sarà la migliore garanzia perla mostra di Venaria». Galan ieri è giunto a Palazzo Reale alle 10, accolto dal direttore regionale dei Beni culturali Mario Tuette, dalle Soprintendenti Gabrielli, Micheletto, Papotti, dal senatore Enzo Ghigo e da Coppola. «Ho visto - ha detto loro il ministro - che Torino ha fatto bene quanto era previsto per Italia 150». Poi si è stupito dinanzi alla ricchezza del Palazzo. E' parso emozionato davanti al tavolo dove Carlo Alberto firmò lo Statuto nel 1848. Il fascino dell'antico stato sabaudo si è fatto sentire: «Dite la verità - scherza Galan - vi brucia ancora la perdita del ruolo di capitale. Non perdonate Firenze che ve la prese. Vi capisco. Sentite quello che sentiamo noi veneti per Napoleone, che cancellò la nostra Repubblica Serenissima». Ammirata la magnificenza dell'Armeria Reale, ha commentato: «Brava Torino. Ha cose che non ci sono altrove. Grazie alle Olimpiadi che ha sottratto a Venezia ha aumentato del 67 per cento i visitatori. Ecco perché invito Cota a non tagliare i fondi alla cultura». Quasi fosse stato evocato, il presidente della Regione gli ha telefonato. Galan è schietto: «Gli ho detto che non ho critiche da fargli. Non deve essere permaloso come Brunetta. So che ci sa fare ». A Michele Coppola ha poi assicurato che «con Cota si può lavorare bene insieme». Lo ha ripetuto anche all'Egizio, accolto dal presidente Alain Elkann e dalla direttrice Eleni Vassilika. Viste le opere per raddoppiare il Museo, si è complimentato con l'architetto Aimaro Isola e lo scenografo Dante Ferretti: «Quanto già vedo è formidabile, realizzato con costi contenuti». Entusiasta fra le meraviglie della tomba di Kha, si è emozionato dinanzi a una pagnotta: «Ha cinquemila anni...». La sua soddisfazione l'ha annotata sull'albo dei visitatori: «Grazie a nome di tutti gli italiani amici dell'arte. Oggi mi sento ancora più orgoglioso di essere nato e di vivere in questa terra». Nel tardo pomeriggio, Galan ha poi incontrato Piero Fassino: «La cultura è l'elemento principale dell'identità di un Paese - ha detto il sindaco - Investire in essa è strategico sia per qualità di vita dei cittadini, sia per lo sviluppo economico e sociale che può creare. Continueremo a scommettere sulla cultura, e sono sicuro che nel ministro Galan e nel ministero dei Beni culturali troveremo interlocutori attenti e partecipi».