Insorgono le associazioni ambientaliste. L'intervento di un esperto: «Sbagliati il progetto e la scelta» Lucio D'Amico Il dibattito s'infiamma. Il porto turistico "Marina Guardia", un'opera da 140 milioni di euro che dovrebbe essere realizzata tra Pace e Sant'Agata, divide la città. Dopo le osservazioni critiche mosse dal Genio civile («È un'opera troppo invasiva», ha scritto l'ingegnere capo Gaetano Sciacca) e dopo le dichiarazioni forti del sindaco Buzzanca («È un'opera che va realizzata, si parla di sviluppo turistico della città e poi si impedisce l'attuazione di qualunque progetto»), arriva la presa di posizione delle associazioni ambientaliste e anche l'intervento di un tecnico molto qualificato. Cominciamo proprio dalle riflessioni dell'architetto Francesco Cappello, che da vent'anni vive e opera in Austria, ma che è legato profondamente alla città di Messina ed è autore del sito "www.rivieradimessina.it". «Ho cercato, a suo tempo, di proporre in modo semplice un'idea che coniugasse sviluppo e tutela ambientale. Ho lavorato a lungo sul piano di tutela ambientale della riviera nord di Messina e del suo retroterra, con particolare attenzione ai fenomeni erosivi costieri. La riviera è soggetta a erosione "monodirezionale" spiega l'arch. Cappello ovvero con onde che provengono solo da un settore di traversia molto ridotto. Tradotto in soldoni, significa che le correnti indotte dai frangenti erodono le spiagge solo in un verso, senza alcuna compensazione dalle altre direzioni e ciò rende il litorale rivierasco estremamente sensibile poiché ogni opera "rigida" interferisce con il trasporto della sabbia provocando abnormi ingrossamenti a monte e conseguenti erosioni a valle. Basta guardare alcune massicciate poste sul litorale per interpretare il fenomeno. Immaginiamo cosa succederebbe con una diga foranea lunga alcune centinaia di metri. Inoltre prosegue Cappello , sul litorale della riviera l'apporto solido dei torrenti è ormai irrisorio (l'Annunziata ha un bacino imbrifero ampio ma è stato cementificato estensivamente e non compensa, con il proprio apporto solido, l'erosione costiera). Le progettate dighe foranee provocherebbero in pochi anni erosioni nel tratto di litorale tra Guardia e Ganzirri, con costi e problemi enormi. Le osservazioni fatte dall'ing. Sciacca, attente e condivisibili, attengono a una maggiore complessità e sostenibilità progettuale. Io credo che sostanzialmente il porto turistico sia un'occasione di sviluppo insiste l'esperto a patto che si progetti un'opera di eccezionale qualità. Non credo, con tutto il rispetto per il lavoro svolto, che il progetto fin qui illustrato rappresenti un fiore all'occhiello della progettistica del settore. In alcuni moderni "Marina" si utilizzano materiali ecocompatibili, si adottano fonti rinnovabili per il fabbisogno energetico e si modulano le opere in modo da deturpare al minimo l'ambiente marino. I muraglioni a difesa dei marosi, peraltro necessari, sembrano elementi progettuali da anni Settanta più che moderne e sofisticate opere ingegneristiche. Fare porticcioli non è la stessa cosa che costruire palazzine. Poi, se dobbiamo far soldi per non "cannibalizzarci", come dice il sindaco, vabbé, continuiamo così...». L'architetto Cappello ritiene, invece, che il sito ottimale per la realizzazione del porto turistico sia la Rada di San Francesco, come previsto dal Piano regolatore del porto. «È vicino al centro e già sufficientemente urbanizzato sottolinea , perché cementificare Grotte e Guardia? È servito dal torrente Giostra. È soggetto a un'altezza d'onda significativa pari a un terzo di quella di Guardia, che significa maggior sicurezza e minori costi. È soggetto a bassa erosione. È molto più facile da gestire e da raggiungere». Tra Pace e Sant'Agata si dovrebbe, al contrario, intervenire con una serie di azioni volte alla salvaguardia dell'equilibrio degli arenili e dell'ambiente sottomarino, alla valorizzazione dell'intera litoranea e alla riqualificazione dell'attuale deficitaria struttura viaria. In tale contesto potrebbe anche essere realizzato un impianto diportistico-ricreativo senza alcun impatto. Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste. I presidenti del Wwf Sicilia, Pier Francesco Rizza, dell'Associazione Mediterranea per la natura, Deborah Ricciardi e della sezione messinese di Italia Nostra, Antonia Mondello Signorino, si rivolgono all'assessorato regionale al Territorio, affinché non venga dato alcun parere favorevole al porto turistico "Marina Guardia", «per il gravissimo impatto ambientale che ne deriverebbe». Le tre associazioni ricordano che son ben cinque i porti turistici previsti a Messina ed evidenziano come il territorio cittadino sia fortemente colpito dall'erosione costiera. «Il posizionamento di manufatti sottolineano Rizza, Ricciardi e Mondello Signorino in mare ha l'effetto più che comprovato di deviare l'energia dell'onda, spostando altrove il suo effetto. Il materiale derivante dalle alluvioni degli ultimi anni in procedura emergenziale che viene posizionato alle foci, crea nel tempo torbide a mare con sempre maggiore frequenza. Lo stesso avviene per il materiale delle fiumare. Appare impensabile che si possa concedere la concessione per un progetto che prevede un impressionante numero di opere sia a terra sia a mare, in un territorio già fortemente compromesso per gli aspetti idrogeologici, oltre che gravato da forte erosione costiera». Wwf, Man e Italia Nostra rammentano anche «che in assenza di Vas correttamente redatta e di Valutazione di incidenza sull'intera previsione urbanistica sia privata sia pubblica, non può essere assentito alcun progetto o rilasciata concessione». Non va trascurato, infine, il riflesso politico di questo dibattito. Sul porto turistico lungo la riviera nord una delle componenti della maggioranza, l'Udc, ha da tempo preso posizione, esprimendo la propria assoluta contrarietà al progetto e minacciando di uscire dalla giunta comunale in caso di via libera all'opera. In sintesi Il progetto del porto turistico "Marina Guardia" è stato redatto dalla Gea Tecnica (ingegnere Beppe Rodriquez) per conto del Gruppo Franza, che ha consegnato gli elaborati all'amministrazione comunale. Il costo degli interventi previsti tra Pace e Sant'Agata è di 140 milioni di euro. Sono previsti 687 posti barca: 334 per imbarcazioni da 6 a 8 metri; 132 da 8 a 10; 76 da 10 a 12; 87 da 12 a 15; 28 da 12 a 18; 30 da 18 a 21. Inoltre, 756 posti auto all'interno del porto e 486 all'esterno, oltre a un parcheggio di 40 posti auto sulla diga. Tra le indicazioni progettuali, quelle relative a un Salone nautico di 48 mila metri quadri, un edificio polifunzionale con uffici e servizi per 31 mila metri cubi, aree per esposizione e cantieristica per 15 mila metri cubi.