Fano Due importanti decisioni di tipo strutturale sono state assunte tra l'altro dal Consiglio d'amministrazione della Fondazione Teatro della Fortuna: la prima riguarda il portico del teatro della Fortuna, ora regno di piccioni e deposito di biciclette, uno spazio che non nasconde il suo degrado. Quest'ultimo sarà trasformato in un gran "Caffè del Teatro", facendo risorgere un locale che prima degli eventi bellici aveva sede nella base della torre civica di piazza, poi fatta crollare dai tedeschi. Il progetto, che ha già ricevuto l'assenso della Soprintendenza, prevede la tamponatura del portico con una leggera struttura in vetro, l'illuminazione attraverso lampadari pendenti in cristallo, discreti tendaggi, come si trovano in strutture simili nelle più note città d'arte, come ad esempio Venezia. L'altra decisione riguarda la realizzazione di un grande auditorium, forte di 3.000 posti che verrà finanziato da un istituto di credito. Si tratta di una struttura che, secondo quanto evidenziato dal presidente De Leo, sarà atta a rappresentare opere liriche, con un palcoscenico lungo 45 metri, rispetto alla decina in cui misura il palco del Teatro della Fortuna. Il sito prescelto è quello di Chiaruccia, su un'estensione di 8 ettari, comprensiva di parcheggi, di proprietà comunale. La banca si impegnerebbe a dare in gestione alla Fondazione Teatro della Fortuna, la struttura per trent'anni. Nella forma architettonica emerge una piramide, al cui vertice sarà realizzato un ristorante panoramico con vista sulla valle del Metauro.
FANO - Il progetto di auditorium da 3.000 posti
Il Consiglio d'amministrazione della Fondazione Teatro della Fortuna ha assunto due importanti decisioni strutturali. La prima riguarda il portico del teatro, che sarà trasformato in un "Caffè del Teatro" con una leggera struttura in vetro, illuminazione e tendaggi. Il progetto ha già ricevuto l'assenso della Soprintendenza. La seconda decisione riguarda la realizzazione di un grande auditorium con 3.000 posti, finanziato da un istituto di credito. La struttura sarà costruita su un'estensione di 8 ettari a Chiaruccia, con parcheggi e proprietà comunale. La banca si impegnerebbe a dare in gestione alla Fondazione per trent'anni.
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