È ufficiale: grazie all'approvazione del decreto sul federalismo demaniale, la Paolini appartiene al Comune Fano Lo scoglio più importante è stato rimosso, quindi la caserma Paolini si avvia sempre più sul percorso dell'acquisizione gratuita da parte del Comune di Fano. Ne ha dato notizia ieri l'onorevole Massimo Vannucci del Partito democratico che da tempo segue passo passo alla Camera dei Deputati la vicenda burocratica relativa al passaggio di proprietà di questo bene che da oltre una decina d'anni ha perso la sua funzione originaria, quella appunto di ospitare i militari ed è rimasto inutilizzato, a parte l'ampio cortile adibito a parcheggio pubblico. Nella giornata di giovedì scorso, è stato convertito in legge dal Senato (la Camera lo aveva già fatto), il decreto sviluppo che conteneva le modifiche al federalismo demaniale, fondamentali perché fossero rimossi quei cavilli che ostacolavano l'inserimento della caserma nella lista dei beni di proprietà del Demanio Statale, cedibili gratuitamente al Comune di Fano. Il principale era determinato dalla espressa esclusione nel decreto del federalismo demaniale di quei beni già oggetto di contrattazione e la caserma Paolini, purtroppo era uno di questi. L'immobile era stato oggetto di un accordo infatti, firmato dall'allora ministro Visco e l'assessore Mirco Carloni; accordo che prevede non il passaggio di proprietà gratuito, impensabile al tempo, ma oneroso tra Demanio e Comune, per il corrispettivo che in sede di valutazione fu determinato in 21 milioni di euro. Una cifra astronomica per le casse, non certo ridondanti di risorse, del Comune di Fano, il quale sarebbe stato costretto a vendere buona parte dei "gioielli di famiglia". Ma l'acquisto della caserma veniva considerato così importante da valere il sacrificio della vendita di diverse proprietà comunali, sia terreni che palazzi. Per questo si era già iniziato a parlare di istituire, non senza polemiche, una o due società di trasformazione urbana che avrebbe dovuto valorizzare le proprietà e poi porle sul mercato. Tutto si arrestò di fronte alle prospettive aperte dall'approvazione del decreto sul federalismo demaniale che in certi casi autorizzava la cessione gratuita. Tra progressi e battute d'arresto, tra le quali il vincolo imposto dalla Soprintendenza ai monumenti, si è giunti fino al traguardo di giovedì quando è stato convertito in legge il decreto sviluppo. Ma il cammino non è stato percorso interamente. Ora il ministro della Economia deve redigere un nuovo decreto che includerà l'elenco dei beni oggetto di transazione, in conseguenza del quale il Comune di Fano dovrà formalizzare la propria richiesta e quindi potrà formalizzarsi l'acquisizione gratuita della caserma. La stessa cosa accadrà per l'area del campo di aviazione. L'importanza del risultato è stata evidenziata anche dal segretario del Pd di Fano Cristian Fanesi che ha messo in evidenza come l'operazione costituisce una delle più importanti cessioni che lo Stato farà ad un Comune nelle Marche e forse in Italia. "Affinchè ciò avvenisse ha rilevato - il Comune di Fano ha recentemente annullato l'accordo firmato da Carloni con il Ministero dell'Economia nel 2007. Un risultato certamente positivo che dà a Fano una grande possibilità di sviluppo e di crescita. Un risultato che apre un grande dibattito in città e che non può essere limitato a questa Amministrazione ed al chiuso della discussione della giunta e del direttore generale. Un risultato che conferma quanto già più volte affermato dal Pd nel corso della campagna elettorale ultima dal nostro candidato Federico Valentini e che chiude per Fano un vicenda triste: la Stu e la teoria di Aguzzi e Carloni per la quale il Comune di Fano avrebbe dovuto cedere progressivamente il suo patrimonio: i gioielli di famiglia come i beni immobili che nel tempo sono stati sottratti allla Chiesa dopo l'unità d'Italia e ricevuto da generose donazioni successivamente per acquistare la caserma". massimo foghetti