Dopo gli interventi di Vito DAntona e Michele DUrso è il turno del sindaco e del Pd La sola via duscita da questo tipo di situazioni è lapprovazione della variante al Prg Duccio Gennaro CorrierediRagusa.it Antonello Buscema dice la sua. E' stato sorpreso per i pareri espressi dalla sovrintendenza sulla costruzione dell'edificio sulla collina dell'Idria (foto) ma non è d'accordo con chi, come il consigliere Vito D'Antona (Sel) «cavalca opportunisticamente e strumentalmente la protesta, soprattutto quando tale protesta porta sì un consenso facile ed immediato ma nei fatti rischia essere improduttiva o addirittura dannosa». Buscema entra nel merito della questione e rileva che l'edificio si affaccia sulla città con i suoi pilastri dal 2006 e nessuno ha mai avuto niente da ridire o sollevare il caso. Il sindaco forse dimentica tuttavia che l'elevazione dei pilastri in cemento armato fu bloccata da una campagna di stampa tanto che la sovrintendenza intervenne in quel momento e la costruzione fu fermata perché il progetto risultò difforme rispetto alle autorizzazioni rilasciate. In questi quattro anni, tre dell'amministrazione Buscema nessuno tuttavia ha avuto la curiosità o anche il minimo dubbio su quello che poteva accadere e che puntualmente si è verificato. C'è voluta ancora una denuncia su i mezzi di informazione per sollevare il caso ed aprire un dibattito che ormai è solo di buone intenzioni. Il sindaco ricorda che le «battaglie» ambientali citate da D'Atona sono state preventive o quasi subito, appena saputo del rilascio della concessione o appena constatato che qualcosa non andava e che qualcuno stava iniziando a deturpare l'ambiente. Per Antonello Buscema intervenire ora con il blocco dei lavori invocato da destra e da sinistra comporrebbe un danno economico all'ente e comunque la competenza non è del comune ma della stessa Sovrintendneza che ha rilasciato finora ben quattro pareri favorevoli. Argomenta il sindaco: «Se bloccassimo ora i lavori subentrerebbe un secondo problema : esporremmo il Comune ad una richiesta di risarcimento danni certamente esosa atteso che il privato, legittimamente dal suo punto di vista, intenterebbe immediatamente una causa il cui esito sarebbe pressoché scontato avendo egli agito nel pieno rispetto della legge e delle norme urbanistiche ed avendo già sostenuto spese notevoli in questi 5-6 anni! Quello che mi preoccupa di più è che assecondare una protesta ed una indignazione tanto apparentemente legittima quanto colpevolmente tardiva rischia di far sì che il rimedio sia di gran lunga peggiore del male. Non c'è infatti alcun dubbio che sospendere oggi i lavori, con un pretesto qualsiasi, determinerebbe un contenzioso col privato anche dal punto di vista amministrativo il cui esito oltreché incerto nel merito sarebbe sicuramente imprevedibile nei tempi» A questo punto l'augurio di Antonello Buscema è che l'edificio possa essere completato a regola d'arte, ammorbidito nelle sue forme, coperto con un arredo urbano a verde. Dice Buscema: «Avremmo garantito alla nostra città la visione di uno spettacolare scheletro di pilastri in cemento armato, di pari ingombro dell'edificio completo ma certamente più suggestivo e «barocco». Invece di attardarci in battaglie che in quanto tardive rischiano di essere inutili o peggio controproducenti, guardiamo al futuro ponendo le premesse, innanzitutto urbanistiche, perché certi episodi non abbiano più a ripetersi . E queste premesse sono rappresentate innanzitutto dalla nuova variante Piano regolatore». Il Pd sullIdria: "Fed, Sel e Pdl, demagogia di bassa lega" Basta con la demagogia. La via d'uscita per evitare casi come quello della costruzione sulla collina dell'Idria è l'approvazione della variante al Prg. Il Pd non accetta le critiche che sono indirizzate al partito del sindaco da sinistra, Orazio Maggio della Fed e Vito D'Antona di Sel, e da destra, Michele D'Urso, Pdl. Per il Pd infatti le posizioni espresse sono frutto di «pura demagogia di bassa lega». Il Pd pone i suoi critici di fronte alle loro responsabilità in presenza di atti legalmente dati ci sono due sole strade percorribili. La prima strada è quella di denunciare eventuali irregolarità di natura penale nel rilascio degli atti amministrativi all'autorità giudiziaria e ottenere la rimozione dell'immobile: ci venga indicato quali sono gli elementi a sostegno di tale tesi e ci affiancheremo per sostenerla nelle sedi competenti così come in passato si è fatto per Cava Giarrusso e per l'impianto del La seconda strada è quella di acquisire l'immobile tramite l'espropriazione per ragioni di pubblica utilità o con la cosiddetta edilizia perequativa e successivamente demolirlo: ci venga indicato, in questo caso in Consiglio comunale, su quale capitolo di bilancio debbano essere prelevate le somme necessarie per l'acquisizione e la demolizione e a scapito di quale altra spesa necessaria. Il primo passo per la tutela urbanistica e paesaggistica del centro storico di Modica è l'approvazione del PRG, per cui l'Amministrazione si sta muovendo con assoluta celerità, seguita dalla ridefinizione dei confini del centro storico. Su questi temi intendiamo confrontarci con i cittadini e le forze politiche auspicando che anche questi paladini del paesaggio sappiano ben distinguere la politica dalla demagogia». La presa di posizione di Michele DUrso Le argomentazioni del Pd cittadino sullo scempio consumatosi sulla collina dell'Idria non convincono. Non hanno convinto Vito D'Antona (SEL) e non convincono ora Michele D'Urso (Pdl) che dice: «La costruzione è in palese contrasto con i principi di tutela del centro storico di una città patrimonio dell'Unesco. Anche se è assistita da pareri favorevoli, giova ricordare che essi non sono dogmi nè assioma ma mere interpretazioni di legge e, dunque, confutabili. Ricordo che a pochi metri dall'edificando edificio, sorge l'Istituto Scolastico delle Suore Benedettine, di recente edificazione e che subì l'imposizione di rigide e precise norme per non superare una modestissima altezza e di scostarsi in modo ampio e palese dal ciglio della collina per non deturpare la visuale. Proprio sulla scorta di questa esperienza bisognava da parte dell'amministrazione comunale, opporsi ai pareri stessi, visto che adesso assistiamo ad una elevazione importante. Il Pd ammette la ferita inferta alla collina ma preferisce che essa diventi letale pur di non avere un rudere incompiuto! Così facendo, quelli del Pd gettano in un cestino tutti i bei discorsi del loro passato di strenui difensori dell'ambiente e del bello. Scriverò, come cittadino e consigliere comunale, al Soprintendente e gli chiederò di verificare di concerto con tutti gli organi preposti le ragioni di questa disparità di trattamento, farò quello che questa amministrazione e quel partito di maggioranza avrebbero dovuto fare». La posizione di Vito DAntona (SEL) Il sindaco non ha memoria storica, si ricordi di Cava Gisana e di Giarrusso». Vito DAntona (Sel) non demorde ed insiste sulla costruzione in via di completamento sulla collina dellIdria che ha infiammato in questi giorni il dibattito politico e sollevato le proteste di molti cittadini. Ha chiesto con una interrogazione la sospensione dei lavori nel cantiere e non intende recepire passivamente la risposta dellassessore allUrbanistica Giovanni Giurdanella e del Pd che hanno addossato tutta la responsabilità ai pareri, ben qauttro, rilasciati dalla sovrintendenza per un edificio a tre piani sulla colina che affaccia sulla città storica. Dice Vito DAntona: «Quanto sostiene lassessore ed il Pd mi sembra il frutto di assenza di memoria storica e di volontà di cambiamento da parte di un gruppo dirigente che, in modo preoccupante, con le proprie posizioni, rischia di cancellare decenni di storia e di battaglie del Centrosinistra di Modica in difesa del territorio e dellambiente. Lapproccio tecnicistico al problema o le invettive nei confronti di chi, forze politiche, consiglieri o cittadini, si indignano, protestano e chiedono legittimamente spiegazioni su come sia possibile consentire una ferita così grave al territorio, da parte di chi ha il compito e gli strumenti per impedire tutto ciò, o, almeno provarci con tutte le forze e i mezzi a disposizione, appaiono lontani anni luce dalle posizioni che con grande coraggio si intestava fino a qualche anno addietro il Centrosinistra modicano, compreso lattuale sindaco. In questo senso voglio ricordare che le autorizzazioni formalmente ineccepibili e i pareri correttamente rilasciati non impedirono ai partiti e ai consiglieri del centrosinistra, Ds e Margherita, oggi in parte confluiti nel Pd, di chiedere, nella città con azioni politiche, e in Consiglio Comunale, con interrogazioni, mozioni ed ordini del giorno, provvedimenti di sospensione di lavori in corso o revoche di autorizzazioni, nellinteresse della tutela e della salvaguardia del territorio. Al sindaco voglio ricordare, senza andare a tempi più lontani, la mobilitazione dei cittadini e lattività tenace del centrosinistra contro quello che allora definimmo un tentativo di aggressione del territorio di Giarrusso e Cava Gisana negli anni 20022007, attraverso progetti quali il kartodromo, limpianto di biomasse e limpianto di trattamento dei rifiuti, mai realizzati.
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10 Luglio 2011
MODICA - Il sindaco dice la sua sulledificio che deturpa la collina dellIdria
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