Secondo l'assessore Missineo le cifre citate nella relazione dei giudici contabili contro gli sprechi sono «esagerate» La Corte dei conti: troppi custodi PALERMO - «Ho l'impressione che si sia generata una grande confusione sul numero dei custodi che lavorano nei siti dei Beni culturali siciliani e che, purtroppo, i giudici della Corte dei Conti abbiano mal interpretato la realtà dei fatti». Così l'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, commenta la notizia del richiamo da parte del procuratore generale della Corte dei Conti, Giovanni Coppola, il quale ha sottolineato la sproporzione esistente, nei siti archeologici siciliani, fra il numero di custodi in servizio e quello di visitatori effettivi. «FARE CHIAREZZA» - «Nel pieno rispetto delle indicazioni dei giudici contabili», commenta Missineo, «ritengo però che sia necessario fare chiarezza». Il gran numero di custodi in servizio presso i siti archeologici, per la Corte dei Conti, sarebbe anche una conseguenza diretta di un percorso di «stabilizzazione» previsto dalla legge regionale che, nel maggio dell'anno scorso, ha dato il via libera all'assunzione di 4.841 precari. Molti sarebbero finiti nei luoghi d'arte, con effetti talvolta assurdi. «La stabilizzazione di 4.841 precari riguarda tutta la Regione», spiega l'assessore, «e solo 129 di questi sono utilizzati dal nostro assessorato per la sorveglianza dei siti. I custodi dei beni culturali siciliani sono 1288, tra regionali e dipendenti della Beni culturali spa. Di questi, 220 hanno scelto la forma del part-time mentre altri 713, pur essendo passati a qualifiche superiori, hanno deciso di continuare a svolgere il servizio di controllo. Tutto ciò a fronte di un flusso di quasi tre milioni e mezzo di persone che nel 2010 hanno visitato i beni culturali siciliani. Non mi sembra, dunque, che il numero dei custodi sia poi così elevato considerato il servizio pubblico svolto e che la sicurezza deve essere garantita in tutte le nostre strutture museali e archeologiche». UNA EREDITA' SCOMODA - Secondo Missineo «è giusto razionalizzare le risorse ed evitare gli sprechi per rendere più efficiente la gestione ma la missione principale del nostro assessorato è anche quella di offrire a scolaresche, studenti e anziani la possibilità di avvicinarsi gratuitamente ai luoghi della cultura. Ecco perché credo che sia un grave errore mettere in relazione il numero dei custodi con gli incassi e con le presenze nei musei. Come ho già detto, siamo consapevoli che esistono situazioni di esubero che si tramandano dal passato e che bisogna lavorare per eliminarle. Ma, questa volta, le cifre fornite sono esagerate e molti dei lavoratori che sono stati stabilizzati, in realtà sono stati dirottati ad altre amministrazioni, tra cui tribunali e procure». Redazione online
Siti e custodi, Regione alla Corte dei conti: Troppi dipendenti?No, sono solo 1288
L'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, ha commentato la notizia del richiamo da parte del procuratore generale della Corte dei Conti, Giovanni Coppola, sulla sproporzione esistente fra il numero di custodi in servizio e quello di visitatori effettivi nei siti archeologici siciliani. Missineo sostiene che il gran numero di custodi in servizio è una conseguenza diretta di un percorso di stabilizzazione previsto dalla legge regionale, che ha dato il via libera all'assunzione di 4.841 precari.
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