Quarantasette persone denunciate Cinquanta perquisizioni in ventuno comuni italiani La banda usava escavatori per saccheggiare le tombe Tombaroli nei campi Tombaroli nei campi TARANTO - Il Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bari ha scoperto un'organizzazione di tombaroli che agivano nelle province di Taranto e Matera: si impossessevano di materiale archeologico da rivendere. Utilizzavano escavatori per saccheggiare le tombe. In questo modo hanno anche distrutto bene preziosi. Al termine dell'inchiesta sono state eseguite cinquanta perquisizioni personali e locali in 21 comuni nelle province di Taranto, Brindisi, Lecce, Potenza, Matera, Chieti, Cosenza, Arezzo, Napoli e Roma e sono stati recuperati 2.298 beni archeologici: 47 persone risultano coinvolte responsabili a vario titolo di ricettazione, violazione in materia di ricerche archeologiche e possesso illecito di beni appartenenti al patrimonio dello Stato. L'operazione è stata ribattezzata «Tersite», personaggio dell'Iliade di Omero. L'INDAGINE - Le squadre di tombaroli, secondo quanto accertato, potevano contare su sofisticati metal detector che consentivano di individuare oggetti metallici come anelli, bracciali, fibbie, medaglie oppure monete, molto ricercate e richieste dai collezionisti. Oltre alle necropoli venivano saccheggiate anche le aree dove sorgevano antiche città. Sono state recuperate 1241 monete (di cui 66 in argento e 1 in oro); 29 reperti archeologici in ceramica del VI - IV secolo avanti Cristo, 25 reperti archeologici frammentati; 117 oggetti in metallo quali pendenti, anelli, medaglie (alcuni in oro); 6 fibule in metallo; 39 pesi da telaio in terracotta e metallo; 334 selci, 26 fossili; 1 spada antica in ferro; 1 statuetta in bronzo; 13 metal detector; 57 frammenti in metallo; 311 frammenti in terracotta; 6 frammenti ossei LE SEGNALAZIONI - L'indagine è partita nel dicembre 2010 dopo le segnalazioni di scavi clandestini nelle aree di interesse archeologico della provincia jonica. Oltre che nel tarantino, in particolare a Castellaneta e Laterza la banda agiva anche a Metaponto e Montescaglioso, in provincia di Matera. Redazione online
TARANTO - Operazione contro tombaroli a Taranto
In Italia, un'organizzazione di tombaroli è stata scoperta grazie a un'indagine condotta dal Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bari. La banda, che agiva nelle province di Taranto e Matera, si impossessava di materiale archeologico per rivenderlo. Utilizzavano escavatori per saccheggiare le tombe e distruggere bene preziosi. In 21 comuni sono state eseguite cinquanta perquisizioni personali e locali, e sono stati recuperati 2.298 beni archeologici. 47 persone sono state coinvolte, responsabili di ricettazione, violazione in materia di ricerche archeologiche e possesso illecito di beni appartenenti al patrimonio dello Stato.
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