Il terzo ponte? Ma no, non lo fanno più: si sono resi conto che è inutile. C'è la statale, c'è l'autostrada, chi lo userebbe?». Il giovane barista di viale Po a Cremona è convinto che l'idea di un nuovo ponte sul Po sia stata abbandonata una volta per tutte. Eppure il progetto è ufficialmente ancora in essere. Sette mesi fa una Conferenza dei Servizi riunita a Roma ha espresso parere positivo e definitivo: la nuova bretella autostradale tra l'Emilia e la zona industriale di Cremona può essere realizzata. Più o meno da allora, la società Autostrade Centropadane aspetta la firma dei ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali per far partire le ruspe. Ultimi intralci al progetto sono due piccoli elementi naturali. Il primo si chiama Nonna Mina ed è una magnifica quercia ultracentenaria - in attesa del riconoscimento dello status di albero monumentale - che si vedrebbe passare il nuovo svincolo a sei corsie sulle radici, a pochissima distanza dal suo tronco. E che tronco: quattro metri di diametro per venti d'altezza e una chioma che si estende in un raggio di trenta. Il secondo intralcio è più ingombrante: si chiama Isola del Deserto ed è un raro esempio di ecosistema padano, protetto della UE (all'interno della SIC ZPS IT4010018) per via delle oltre seicento specie vegetali censite e le centotrentanove specie di uccelli che vi nidificano. Tra queste c'è l'albanella minore, un falchetto considerato a rischio poiché si riproduce soltanto in ambienti incolti, lontani da rumori e tracce d'uomo. Ovvero da nessuna parte nei dintorni, eccetto l'Isola che il progetto di Centropadane prevede di sorvolare a bassa quota con il suo ponte autostradale. A darle ragione ci sono le deroghe possibili allo status di area comunitaria protetta, previste dalla UE in casi di opere che «migliorino la vita dell'uomo». Ed ecco la prima miglioria: l'opera costituisce un volano essenziale per lo sviluppo dell'industria cittadina. Essenzialità che però è del tutto ignorata dall'Associazione Industriali Cremonesi, che lo scorso 24 maggio identificava in un documento le «opere necessarie» allo sviluppo del territorio, omettendo completamente la cara bretella. La seconda è che la nuova strada fornirebbe ai camion un'alternativa a qualche chilometro di autostrada in più, oppure alla s.s. 10 e l'abitato del Comune di Castelvetro Piacentino. I cittadini ringraziano? Pare di no, visto che il locale "Comitato Salviamo Mina" ha collezionato negli anni 502 firme presentate a Bruxelles per fermare il progetto in due diverse interrogazioni, altre 3500 raccolte per una petizione, undicimila fan su facebook e un cartello di oltre venti enti pubblici coinvolti in un nuovo ricorso al Tar (due sono già in corso per motivi ambientali) sulla base della manifesta inutilità del progetto. Il suo punto debole, manco a dirlo, sarebbe il suo vantaggio principale: i camion. Secondo le stime di Centropadane la nuova bretella dovrebbe convogliare su di sé un traffico di 11.400 veicoli al giorno nel 2020. Il dato è stato rivisto al rialzo nella revisione del 2008, in cui i veicoli sono diventati 43.700 grazie a uno slittamento della stima al 2033. 1 A censire i numeri reali ci ha pensato la Provincia di Piacenza, installando quattro centraline nei punti nevralgici. Eccoli: le vetture transitate nel 2009 sono state in media 3.200 al giorno. Tra loro soltanto 111 i mezzi pesanti. Un pò pochini per distruggere un ecosistema. Ma vuoi mettere la comodità?
CREMONA - Tanti no al ponte inutile Il Po rischiato sfregio
Il progetto di costruzione di un nuovo ponte autostradale sul fiume Po a Cremona è ancora in corso, nonostante la convinzione del giovane barista locale che sia stato abbandonato. La società Autostrade Centropadane aspetta la firma dei ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali per iniziare le opere. Il progetto è stato approvato dalla Conferenza dei Servizi e prevede la costruzione di una bretella autostradale tra l'Emilia e la zona industriale di Cremona. Tuttavia, il progetto è stato bloccato a causa di due piccoli elementi naturali: una quercia ultracentenaria (Nonna Mina) e un ecosistema padano (Isola del Deserto), protetto dalla UE.
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