Dal castello alla basilica, cortili utilizzati come garage privati. E lunedì stop alle vetture nellatrio dellAteneo Lex convento di Santa Chiara preso dassalto Il caso del molo SantAntonio Il rettore Corrado Petrocelli non nasconde la sua soddisfazione annunciando in una lettera aperta «la restituzione dei cortili del Palazzo Ateneo al loro antico splendore». Perché da lunedì il giardino delledificio sarà off limits alle macchine. I dipendenti delluniversità non potranno più parcheggiare la propria autovettura allinterno del palazzo del rettorato, potranno, invece, sottoscrivere una convenzione con la società che gestisce il parcheggio interrato di piazza Cesare Battisti. Per il rettore è rivoluzione. Una data simbolica. E in fondo anche per la città. Il palazzo che ospita lateneo, realizzato nel 1868, è il primo e più grande edificio pubblico del borgo murattiano dopo lUnità dItalia. E un luogo storico, che appartiene alla memoria del capoluogo. Come altri a Bari che, invece, continuano a riservare una parte di sé alle auto. Per necessità o per abitudine. Lex convento di Santa Chiara è una struttura sul lungomare, a pochi passi dalla città vecchia, che dal 2007 attende il completamento dei lavori di ristrutturazione. Ma i fondi per i lavori vanno e vengono e così nelledificio il cantiere è ancora aperto. Il giardino, nel frattempo, è diventato un parcheggio. Ci sono le macchine dei dipendenti della Soprintendenza che lavorano negli uffici poco distanti. «Si tratta di una soluzione temporanea. Lex convento di Santa Chiara non è fruibile, per questo ci sono le auto. Non appena i lavori saranno ultimati, nessuno potrà più parcheggiare: questo, chiamiamolo privilegio, non esisterà più» dice il soprintendente ai Beni storici Fabrizio Vona che richiama lattenzione su due «importanti risultati»: nel cortile di San Francesco della Scarpa dove hanno sede gli uffici della soprintendenza ai Beni storici, dal giorno dellultimazione dei lavori di restauro, non è più possibile parcheggiare e anche nel Castello sono rimaste soltanto le auto di servizio dei carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico. Nel giardino della Basilica, invece, le macchine ci sono. Padre Damiano Bova, rettore della Chiesa, dice che appartengono ai fedeli e ai sacerdoti, al massimo agli invitati dei matrimoni. Sulla possibilità di introdurre un divieto di parcheggio è scettico: «Sul lungomare non ci sono spazi. Dovremmo chiudere anche la Basilica». E anche nel chiostro della Cattedrale non va diversamente: le macchine sono quelle dei sacerdoti, dei dipendenti della Curia. E il primo che arriva, invece, ad accaparrarsi un posto, con vista sul mare, sul molo SantAntonio, luogo della tradizione marinara per eccellenza. Riservato al mercato del pesce, è off limits alle auto, recita un cartello della Capitaneria di Porto. Cartello ignorato. Le macchine vanno e vengono. E si fermano anche: più che a una banchina, il molo (lo stesso dei fuochi dartificio di San Nicola) assomiglia a un parkride.
BARI - Quei parcheggi allombra della storia ecco i monumenti sfregiati dalle auto
Il rettore dellAteneo Lex convento di Santa Chiara, Corrado Petrocelli, ha annunciato che a partire dal lunedì i cortili del palazzo saranno chiusi alle vetture. I dipendenti delluniversità non potranno più parcheggiare le loro autovetture allinterno del palazzo, ma potranno sottoscrivere una convenzione con la società che gestisce il parcheggio interrato di piazza Cesare Battisti. Il rettore considera questa misura una "rivoluzione" e un simbolo importante per la città. Il palazzo, realizzato nel 1868, è il primo edificio pubblico del borgo murattiano dopo lUnità dItalia e un luogo storico.
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