TUTELARE e valorizzare l'architettura rurale tradizionale, cioè gli insediamenti agricoli, edifici o fabbricati rurali presenti nel territorio campano realizzati tra il XIII e XIX secolo e che costituiscono testimonianza dell'economia rurale tradizionale. È questo lo spirito di un disegno di legge presentato dall'assessore ai Beni Culturali Di Lello e approvato dalla giunta. Il testo, in sette articoli, andrà ora all'esame del consiglio regionale. L'obiettivo è anche di ampliare la rete turistica, destinando magari edifici e fabbricati ad agriturismo. In linea con quanto sancito dalla Convenzione europea del paesaggio del 20 ottobre 2000, la legge stabilisce il censimento del patrimonio rurale, le tipologie e gli interventi da attuare nonché gli incentivi per realizzarli. Infatti, per l'attuazione della normativa nel 2005 si stanziano un milione di euro di fondi regionali. Il disegno di legge parte proprio da un'azione preliminare: dispone la necessità di effettuare un censimento e monitoraggio del patrimonio rurale. Si stabilisce poi che la giunta regionale, sentita la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, individuale tipologie. La normativa dispone anche che possono essere concessi contributi regionali per eseguire opere di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, consolidamento e restauro nonché adeguamento impiantistico e funzionale. Nel testo si individuano i requisiti per accedere ai contributi: il 55 per cento del costo dell'intervento deve essere a carico del proprietario che non deve modificare la destinazione d'uso e vendere la struttura senza l'autorizzazione regionale. Infine, si deve consentire l'accesso pubblico nell'edificio rurale per almeno un giorno al mese. A ispirare la legge è il fatto che la Campania è un territorio ad alta vocazione culturale e il patrimonio rurale, che è parte integrante di quello culturale, deve essere adeguatamente valorizzato così come prescrive la legge nazionale che detta disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'architettura rurale e come la Regione ha già stabilito in altre normative. «La valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio - si legge in una nota dell'assessorato ai Beni Culturali - costituisce uno dei sedici indirizzi strategici delle linee guide per la pianificazione territoriale e quindi del piano territoriale di coordinamento in corso di redazione. Per tutelare tale patrimonio si sta agendo su due livelli: da un lato abbiamo dato attuazione alla già citata legge nazionale stabilendo con delibera che la Regione dovrà redigere un programma triennale perla valorizzazione del patrimonio rurale, dall'altro abbiamo predisposto uno specifico provvedimento legislativo regionale».