Dopo l'allestimento alle Scuderie del Quirinale «Terre di Lotto» in Marche, Veneto e a Bergamo Il viaggio sarà meraviglioso. Intreccia arte e natura, pale dipinte e paesaggi mozzafiato. E avrà un compagno d'eccezione in ognuna delle tre regioni italiane che lui ha frequentato e dove ha trovato clienti e committenti. Dunque via alle passeggiate per un museo diffuso sul territorio - a braccetto di Lorenzo Lotto - in Lombardia, in Veneto e nelle Marche. Il progetto si chiama «Terre di Lotto» ed è stato presentato ieri a Roma dal sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villan: è la prosecuzione straordinaria della mostra alle Scuderie del Quirinale delle opere del grande pittore cinquecentesco. E l'idea del «museo diffuso», la valorizzazione dello spazio e delle terre percorse da Lorenzo Lotto. Si comincia questo fine settimana nelle Marche, dove si possono amrirare ben 24 opere del maestro. Poi si va in Veneto e infine in Lombardia Lotto era a tesi quando, probabilmente tramite i domenicani, vinse una gara per una grande pala d'altare a Bergamo. Ci arriva nel 1513, stimato e già pittore di gran fama e lavora anche con una clientela privata che annovera le più importanti famiglie nobili del tempo. Prima dipinge con il cavalletto, ritratti, immagini di devozioni private e poi si cimenta con lo spazio più grande, pale d'altare e il vasto ciclo di affreschi che decorano l'oratorio Suardi a Tre-score Balneario. Bergamo ospita numerose grandi opere di Lorenzo Lotto, che ora questa mostra valorizzerà come si deve. Spiega Barbara Maccaferri, responsabile del progetto: «È una sperimentazione che va assolutamente replicata per altri grandi pittori». Il museo prende vita, si apre alla terra, valorizza il suo patrimonio. Il successo della mostra alle Scuderie del Quirinale ha permesso di scoprire questo pittore del Cinquecento finora un po' oscurato da Tiziano. Gli esperti dicono che ha trasformato il ritratto, che è stato il pittore di piccola nobiltà, artisti, letterati, ecclesiastici e non più solo il pittore di corte. Ecco perché Lotto si comprende appieno solo se lo si va ad ammirare là dove i suoi dipinti sono custoditi, spesso in luoghi fuori dai grandi circuiti del turismo culturale. La mostra delle Scuderie davanti al palazzo del Quirinale è stata anche l'occasione per gli sponsor, a partire dalla Bnl- Gruppo Bnp Paribas, di restaurare dipinti che versavano spesso in condizioni drammatiche. Ma adesso il progetto «Terre di Lotto» permette di valorizzare anche mecenati locali attorno alla vita e alle opere di Lorenzo Lotto. Il progetto è nazionale e si avvale della collaborazione di Enel, Lottomatica (c'è anche un curioso concorso sulla figura del pittore) e di Targhetti, partner tecnologico a cui si deve l'illuminazione delle opere alle Scuderie e che seguirà anche quella dove le opere sono di casa A Bergamo la Fondazione Credito Bergamasco ha ripristinato lo stato di conservazione dell'intero corpo di opere del Lotto sul territorio locale con un intervento ammirato dalle amministrazioni locali e dalla gente. Poi c'è la collaborazione con le istituzioni locali e anche con gli uffici dei beni culturali ecclesiastici. Ieri a Roma apresentare il progetto c'era anche don Gianmatteo Caputo, direttore dell'Ufficio dei Beni culturali del Patriarcato di Venezia. Si comincia dalle Marche perché Lotto lì trovò rifugio dopo aver vissuto a Venezia un periodo non fortunato della sua vita, nella Santa Casa di Loreto, sino alla fine del suoi giorni. Si fece oblato della Santa Casa. Alla fine di agosto a Venezia alle Gallerie dell'Accademia verrà inaugurata una mostra su Lotto e si potrà vedere il Doppio ritratto dei coniugi Borghi e una Madonna col Bambino ed Angeli, che arriva dall'Ermitage di San Pietroburgo, mai vista prima in Italia Ma è solo percorrendo le sue terre, le «terre di Lotto» che si comprendono la fatica e le difficoltà di questo pittore, per molto tempo in ombra, e i suoi continui movimenti alla ricerca di committenze e a volte di aiuti, spesso poco pagato, emarginato, anche umiliato dalla sua clientela. Centomila visitatori per la mostra a Roma Oltre 100 mila persone hanno visitato la mostra su Lorenzo Lotto alle Scuderie del Quirinale: 56 opere in mostra di cui 26 arrivate dai musei e dalle chiese del territorio e 30 dai principali musei del mondoe da collezioni private. La mostra ha permesso di riscoprire il pittore veneziano. che ha tuttavia percorso una buona fetta d'Italia alla ricerca di committenti. Oltre 400 articoli sono apparsi sulla stampa mondiale e 52 capi di Stato l'hanno vista insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 2 giugno festa della Repubblica e centro delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità. Durante la mostra l'evento più eccezionale è stato il restauro in diretta che i visitatori potevano ammirare del Polittico di San Domenico di Recanati. Il progetto «Terre di Lotto» ha permesso il restauro di 22 opere italiane dei pittore e la pubblicazione di tre cataloghi di studio: «Lotto nelle Marche», «Lotto a Venezia», «Lotto a Bergamo». Ma il progetto ha anche visto l'organizzazione di ben 21 incontri di approfondimento della figura del maestro, a cui hanno partecipato oltre 6 mila persone. I musei coinvolti nel progetto adesso sono 19 e 22 le chiese, oltre a 52 biblioteche in tutta Italia. Nei prossimi mesi sono in calendario altre 70 iniziative. Tutti gli appuntamenti sul sito www.lorenzolotto.info. Il sito è in italiano e in inglese e contiene anche gli approfondimenti sui restauri, i progetti di illuminazione e gli itinerari nelle tre regioni. Un'attenzione particolare è stata riservata alle Marche, regione che conserva la maggior parte delle opere di Lorenzo Lotto (ben 24), un numero eccezionalmente importante della produzione artistica del pittore veneziano e che ha garantito un notevole finanziamento al progetto. Tra gli sponsor Bnl - oltre ad avere finanziato il restauro di 13 opere - ha anche prestato alla mostra «Giuditta con la testa di Oloferne», di sua proprietà. olio su tavola che Lotto ha dipinto nel 1512. Ad ottobre, nella cornice di Bergamo scienza, si parlerà ancora di Lotto, con l'illustrazione dei restauri e delle tecniche chimiche e delle applicazioni della luce per la valorizzazione dei quadri e degli affreschi.