Galan bacchetta Cota: "Niente tagli alla cultura" Il ministro a Venaria: «L'ho già detto a Tremonti Chi decide di ridurre i fondi non capisce niente» Giancarlo Galan è uno che non le manda a dire, soprattutto quando incrocia il verde della Lega, che ancora gli ricorda la poltrona di governatore del Veneto strappatagli dal leghista Zaia. Ieri, approdato Venaria, s'è trovato di fronte una teoria di mutande appese davanti alla Reggia e un mondo della cultura in ansia per i probabili nuovi tagli varati dalla giunta Cota. E non s'è tirato indietro: «L'ho più volte detto a Tremonti, figuriamoci se non ho il coraggio di dirlo anche a Cota: chi pensa di tagliare sulla cultura in un Paese come l'Italia non ha capito niente». Già che c'era, il ministro per i Beni culturali ha aggiunto una postilla, così da essere certo che il messaggio arrivasse a destinazione e fosse sufficientemente chiaro: «Se qualcuno pensa di tagliare i suoi bilanci perché lo Stato poi interverrà per ripianarli, sbaglia. Tutti chiedono autonomia, competenze ben precise e delimitate. II ministero non può finanziare le pro loco». E ancora: «Se c'è chi pensa di tagliare i propri investimenti sperando nell'intervento dello Stato, e magari protesta pure contro lo Stato, non esiste». Difficile dire se l'assessore Coppola, sul momento, si sia fregato le mani o sia stato colto dall'imbarazzo. Certo è che sul tardi ha dichiarato di «essere stupito» delle parole di Galan «perché i tagli arrivano dal governo di cui Galan è autorevole rappresentante. Da un ministro ci si aspettano buone notizie e soluzioni». Difficile anche prevedere se la durezza del ministro - con tanto di provocazione: «La Lega dice di voler difendere il territorio e la sua cultura? Mi pare giusto, lo faccia» - servirà ad ammorbidire il governatore Cota o lo irrigidirà ancor di più. Di sicuro c'è che Coppola ieri ha dovuto faticare non poco per tenere a bada la protesta: una fila di mutande e boxer e il fracasso del battere dei coperchi per dire che la musica è senza fondi. In sala, presidenti e responsabili dei massimi organi nazionali dello spettacolo discutevano sul criticissimo stato dell'arte del sistema spettacolo. Sul piazzale slogan e appelli degli imprenditori e dei lavoratori del mondo del teatro di prosa, della danza, del cinema, delle biblioteche, delle fondazioni, della galassia musicale. Dagli esponenti delle grandi istituzioni (Vergnano, Christillin, Sandretto, Parigi, tra i tanti) alle medio-piccole realtà. Tutti uniti come un sol uomo per chiedere a Cota di dare risposte sul bilancio di assestamento. Un dissenso che è stato formalizzato anche in una lettera a Galan, un appello perché interceda presso il presidente della Regione. Nel vuoto di risposte, i fischi si sono concentrati su Coppola. Nel cuore della contestazione, l'assessore si è trattenuto a lungo a discutere con i manifestanti, solidarizzando con loro sui motivi delle rimostranze. «Capisco le vostre ragioni. A oggi non c'è nulla di ufficiale, se non che dobbiamo risparmiare oltre 600 milioni rispetto al bilancio di previsione e attendere probabilmente l'approvazione della manovra nazionale», ha spiegato. «Occorre rivedere l'impianto della contribuzione pubblica, con nuove forme, come il tax-credit, e promuovendo nuovi percorsi sulla base di incentivazioni in base al merito». Una boccata d'ossigeno è arrivata quando si è parlato di una possibile rivoluzione nel sistema delle erogazioni: la proposta di un piano di distribuzione triennale dei fondi. Una direzione di marcia auspicata dalla Regione e condivisa dal ministero.
TORINO - Il ministro contro Cota: "Non tagliare la cultura" Galan: "Chi pensa che lo Stato ripianerà i buchi sbaglia".
Il ministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan, ha affermato che chi pensa di tagliare i fondi per la cultura in Italia non ha capito niente. Ha aggiunto che il ministero non può finanziare le pro loco e che se qualcuno pensa di tagliare i propri investimenti sperando nell'intervento dello Stato, non esiste. Galan ha anche affermato che la Lega dice di voler difendere il territorio e la sua cultura, ma che la durezza del governatore Cota potrebbe irrigidirlo ancora di più. Ieri, a Venaria, Galan si è trovato di fronte a una teoria di mutande appese davanti alla Reggia e a un mondo della cultura in ansia per i probabili nuovi tagli varati dalla giunta Cota.
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