Roma - (Adnkronos) - La road-map per recuperare Pompei è il piano Cecchi, "approvato dal Consiglio superiore per i beni culturali il 9 giugno - dice all'ADNKRONOS Teresa Elena Cinquantaquattro - Un progetto che prevede l'impiego di 105 milioni di euro" Roma, 8 lug. (Adnkronos) - "Ben vengano tutti gli aiuti per Pompei ma dentro il piano di recupero presentato dal ministro Galan". A parlare cosi', con l'ADNKRONOS, e' Teresa Elena Cinquantaquattro, sovrintendente per le aree archeologiche di Napoli e Pompei commentando l'ipotesi dell'intervento di una cordata di imprenditori francesi per il recupero del sito di Pompei. "So in via informale - prosegue- che c'e' l'intenzione da parte di un gruppo di imprenditori francesi di destinare delle risorse, attraverso particolari sponsorizzazioni, ad interventi di restauro dell'area archeologica di Pompei. Noi della sovrintendenza, pero', non abbiamo avuto contatti. Cio che mi preme dire e' che qualunque intervento deve essere ricondotto nel solco del piano gia' predisposto dal ministero. Solo in questo caso ben vengano le sponsorizzazioni". Per la sovrintendente, la road-map per recuperare Pompei e' il piano Cecchi, "approvato dal Consiglio superiore per i beni culturali il 9 giugno. Un progetto che prevede l'impiego di 105 milioni di euro". E che, di fatto, sblocca i finanziamenti europei che a questo progetto potranno essere destinati.
Sovrintendente di Pompei: 'Ben vengano aiuti francesi ma dentro piano Mibac'
Il ministro Galan ha presentato un piano per il recupero di Pompei, approvato dal Consiglio superiore per i beni culturali. Il piano prevede l'impiego di 105 milioni di euro. La sovrintendente per le aree archeologiche di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, ha espresso il desiderio che qualsiasi intervento di restauro sia ricondotto nel solco del piano già predisposto dal ministero. Ha anche affermato che la cordata di imprenditori francesi che ha espresso interesse a finanziare il recupero di Pompei non ha avuto contatti con la sovrintendenza. Cinquantaquattro ha sottolineato che il piano di recupero è il solo che può garantire la salvaguardia del sito archeologico.
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