Dal Palasport alla Piscina delle rose così lEur spa ipoteca i suoi tesori Ottenuti prestiti per 380 milioni: a garanzia i palazzi simbolo Sette i complessi dati "in pegno" alle banche per un valore complessivo di 760 milioni Quattro gli istituti creditori: Monte Paschi, Bnl, Unicredit e Intesa San Paolo Come una vecchia nobildonna ormai in rovina che per mantenere i fasti di una vita agiata non esita a impegnarsi i gioielli di famiglia, lEur spa guidata da Riccardo Mancini, lex dirigente del Fronte della Gioventù quando a guidarlo cera lattuale sindaco Alemanno, per fare cassa ha ipotecato i tesori del quartiere razionalista che porta al mare. Musei, uffici pubblici e privati, palestre, negozi e ristoranti, persino la piscina: linconfondibile skyline di mussoliniana memoria è di fatto finito nella cassaforte delle banche, pronto a essere espropriato nel caso in cui la società debitrice non dovesse riuscire a far fronte al credito concesso. Con due atti successivi, infatti, la società mista controllata al 90 dal Tesoro, il restante 10 detenuto dal Campidoglio, nel 2010 ha acceso altrettante ipoteche (per un totale di 760 milioni) davanti allo stesso notaio, Maria Chiara Bruno. Con il primo atto, il 23 luglio, lEur spa ha chiesto a quattro istituti di credito un prestito da 190 milioni, ponendo a garanzia cinque complessi immobiliari: il Palazzo degli Archivi di Stato (composto da tre fabbricati e pertinenza di oltre 1600 metri quadrati); il Palazzo degli Uffici (articolato su tre piani fuori terra e due interrati, con annessa area scoperta); il Palazzo dellUrbanistica (un fabbricato principale su quattro piani, più seminterrato e area di pertinenza); addirittura il Palazzo dello Sport disegnato da Nervi e la Piscina delle rose (con due corpi di fabbrica annessi). Valore complessivo dellipoteca (compresi dunque interessi, spese legali e non, diritti accessori, tasse, imposte e quietanze): 380 milioni. Con il secondo atto, stavolta datato 21 dicembre, lEur spa ha poi ottenuto sempre dalle medesime banche la stessa cifra (190 milioni) per altri due complessi che valgono quanto i primi cinque: il Palazzo delle Tradizioni Popolari ("costituito da due corpi di fabbrica di forma irregolare", recita il testo, "collegati tra loro da un colonnato monumentale" con tanto di chiostrina interna) e il Palazzo dellArte Antica (tre piani fuori terra e uno sottostrada). Ad averne le chiavi, adesso, è un poker di creditori, un paio dei quali considerati vicini allamministrazione capitolina: il Monte dei Paschi di Siena, il cui vicepresidente è il costruttore-finanziere-editore Francesco Gaetano Caltagirone; la Banca Nazionale del Lavoro presieduta da Luigi Abete; Unicredit e Intesa San Paolo. Dunque, ricapitolando: con 400 milioni di debiti e neppure un euro di liquidità in cassa, per inseguire il sogno della Nuvola senza essere costretta a portare i libri in tribunale, Eur spa ha ipotecato beni per 760 milioni ricevendo in cambio 380 milioni di capitali freschi. Basteranno per completare il faraonico centro congressi firmato dallarchitetto Massimiliano Fuksas? Cè chi è pronto a giurare di no. Dal momento che almeno 50 di quei milioni sono già stati spesi per altro (dalla demolizione del Velodromo al restauro del Palazzo della Civiltà del Lavoro) e i costi della Nuvola sarebbero progressivamente lievitati fino a raddoppiare limporto (230 milioni) con cui Condotte spa sera aggiudicato lappalto. Se a questo si aggiunge che, dopo un primo tentato risultato vano, è andato deserto anche linvito a presentare offerte vincolanti per lacquisto dellalbergo annesso, la cosiddetta "Lama", rivolto nello scorso ottobre a società italiane o estere, nonché a fondi dinvestimento, dai quali si sperava di ricavare almeno cento milioni (per continuare i lavori e costruire i parcheggi, peraltro imposti per legge), ecco che il quadro si fa più chiaro. E racconta una delle tipiche storie italiane: quella della vecchia signora, lEur spa, costretta a impegnarsi i gioielli di famiglia per non finire in rovina.
ROMA - Dal Palasport alla Piscina delle rose così lEur spa ipoteca i suoi tesori
L'Eur spa, una società mista controllata dal Tesoro e dal Campidoglio, ha ipotecato i suoi beni per 760 milioni di euro per ottenere un prestito da 380 milioni. I beni ipotecati includono musei, uffici pubblici e privati, palestre, negozi e ristoranti, tra cui il Palazzo degli Archivi di Stato, il Palazzo degli Uffici e la Piscina delle rose. I creditori sono quattro istituti di credito: Monte Paschi, Bnl, Unicredit e Intesa San Paolo. Il prestito è stato ottenuto con due atti successivi, il primo nel 2010 e il secondo nel 2011.
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