Il Piano sarà revocato per discutere in aula le modifiche Uninformativa agli assessori per fissare liter: no allazzeramento, sì a correzioni Il comune è pronto a revocare il provvedimento di approvazione del Piano di governo del territorio e tornare allanalisi delle osservazioni presentate dai cittadini. In particolare, di quelle 4.765 richieste di modifica respinte quasi interamente dalla scorsa giunta, Palazzo Marino vuole ripensare la perequazione - il meccanismo che permette di spostare le volumetrie da una parte allaltra della città - , soprattutto allinterno del Parco Sud, e limitare la quantità di nuovi palazzi in quelle zone di Milano in cui non è sostenibile come il centro storico e alcuni scali ferroviari. Dopo aver studiato le carte con attenzione, e dopo aver preso in considerazione tutti i possibili intoppi di una retromarcia, oggi lassessore allUrbanistica Ada Lucia De Cesaris porta in giunta uninformativa spiegare ai colleghi il percorso scelto per rivedere, almeno in parte, il Piano del territorio che fissa le regole urbanistiche per i prossimi ventanni. La strada che oggi verrà proposta alla giunta, già concordata con il sindaco Pisapia, è quella di ritornare indietro alla discussione in consiglio comunale delle osservazioni in modo da ritoccare, dove è possibile, il Pgt. Lidea, visto il numero delle richieste di modifica, resterebbe quella di fare degli accorpamenti in modo da ridurre sia le discussioni in aula che le votazioni, ma questa volta rispettando il criterio dellomogeneità delle osservazioni allinterno di ogni singolo gruppo. In questo modo, ha detto Pisapia qualche giorno fa, «ci sarà un Piano sicuramente migliorato rispetto a quello attuale». Lintenzione di rivedere il documento scritto dallex assessore Carlo Masseroli era stata annunciata già in campagna elettorale. Il problema, però, era capire in che modo, visti i tempi lunghissimi di ogni passaggio burocratico del Piano e visto che la Regione fissa al 31 dicembre 2012 il limite massimo per lapprovazione. Sul tavolo cerano tre opzioni: la revoca dellapprovazione, la revoca delladozione, la pubblicazione del Piano e la votazione di possibili varianti una volta entrato in vigore. La giunta oggi dovrebbe accordarsi sulla prima, escludendo la seconda perché implicherebbe troppo tempo e la terza per una questione politica. Lo stesso Pisapia, infatti, nel suo primo discorso in consiglio comunale, disse parole molte esplicite: «Ci impegniamo fin dora a esaminare e a valutare le osservazioni presentate da cittadini e da numerose associazioni al Pgt - disse in aula Pisapia - , non solo per rispetto di quella democrazia partecipativa alla quale crediamo fermamente ma anche perché siamo profondamente convinti che, in quelle osservazioni, vi sia una grande ricchezza per il futuro della città».