Il senatore dell'Ulivo Stefano Passigli presenta la proposta di legge con il consenso di Palazzo Vecchio. UNA « Fondazione Galleria degli Uffìzi» aperta anche ai privati. Composta da tre soggetti principali, Stato, Regione Toscana e Palazzo Vecchio, che insieme si occuperanno della gestione e valorizzazione del patrimonio d'arte del museo. Un ente a capitale pubblico, ma che aprirà le porte a banche e imprese private, con modalità di partecipazione e ingresso stabilite da pre-cise regole elencate in uno statuto. Una fondazione per risolvere i problemi degli Uffizi, per attuare l'attesa autonomia di cui si parla da anni, per appaltare e terminare in breve tempo i lavori di ampliamento della galleria. I n s o m m a una rivoluzione per il primo museo d'Italia, scritta nero su bianco in un disegno di legge che sarà presentato la prossima settimana da un gruppo di parlamentari. «Non solo dell'Ulivo, ma aperto senza preclusioni a quanti vorranno sottoscriverlo» annuncia il senatore dell'Ulivo Stefano Passigli, estensore e primo firmatario della proposta, a cui sta lavorando da anni con il consenso dell'amministrazione fiorentina. «Un testo agile e preciso che dovrebbe entrare subito in vigore e quindi entro un periodo massimo di 6 mesi, mettere al lavoro i tre soggetti principali per stilare lo statuto». Ossia un programma preciso per articolare le modalità di adesione alla fondazione di soggetti privati. come istituti bancari, o enti pubblici. -Stato, Regione e Palazzo Vecchio dovranno certo mettere i loro apporti di capitale, e quindi stabilire nello statuto quali dovranno essere le quote pei chi desideri entrare prosegua Passigli La legge stabilisce anche la maggioranza dei seggi nel consiglio di amministrazione, e lascia la programmazione di eventi alla supervisione di chi ha compiti di tutela- Già, perché il disegno di legge prevede una forte presenza dello Stato, che resta proprietario esclusivo dei beni culturali con il sovrano compito della tutela Ma l'obiettivo primario punta sulla reale autonomia amministrativa e gestionale della galleria e di tutti gli interventi di ampliamento e arricchimento del museo, fino a toccare la programmazione di mostre ed eventi. Una fondazione con quali fondi, intanto? «Quelli che stanziano i tre soggetti, oltre ai proventi delle vendite dei biglietti e di quant'altro incassi con attività editoriali, di concessioni o appalti di servizi e book shop spiega il senatore dell'UlivoII personale esistente poi resta alle dipendenze del ministero, che con una convenzione con i partner, disciplina quali proventi devono andare al personale. Contributi che comunque non possono mai superare l'incasso dei biglietti, sia chiaro. Mentre il personale tecnico-scientifico sarà pagato direttamente dal ministero». Una formula perfetta, secondo il promotore della legge, «mutuata dal modello di autonomia anglosassone, l'unico che ha dato buoni risultati e che non propone false forme di autonomia, come quelle che vorrebbero sia il trasferimento in blocco alle Regioni delle competenze ministeriali, o l'autonomia speciale delle soprintendenze, che tuttavia non apre ai privati nel modo giusto. E non funziona neppure il modello del ministro Urbani, che vorrebbe trasferire del tutto la gestione ai privati». Un meccanismo previsto dalla Finanziaria, già attuato a Torino con il Museo Egizio, dove un comitato promotore ha messo insieme ministero dei Beni culturali, Comune, Regione Piemonte, le banche della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. E che per ora procede. Così come ha già fatto i primi passi la Fondazione «Museo Navi di Pisa», che vede insieme ministero, Scuola Normale, enti locali, Ferrovie, Cassa di Risparmio, Ferrovie, Teseco e che proprio in un incontro di ieri l'altro il soprintendente Mario Lolli Ghetti ha articolato in sistema con tre poli museali: uno dedicato allo scavo, uno al laboratorio di restauro e l'altro all'esposizione delle navi negli ex Arsenali medicei. Un progetto di autonomia appoggiato anche dalla Regione Toscana, che da mesi bussa al ministero con proposte di accordo per la gestione e valorizzare non degli Uffizi, ma di tutto il patrimonio toscano dei beni artistici. Oggi intanto il ministro Urbani sarà a Firenze, in visita alla Fondazione Spadolini a Pian dei Giullari. Dove incontrerà il sindaco Domenici per sciogliere i nodi dei lavori bloccati agli Uffizi.