BRINDISI - Lo scorso 4 luglio si è inaugurata, la terza campagna di scavi dell'insediamento fortificato risalente all'Età del bronzo, sito sugli Scogli di Apani e terminerà il 6 agosto, in poco più di un mese. Il piccolo isolotto, che i brindisini conoscono da sempre, non rappresenta solo un punto di approdo per i più temerari, né solo uno scenario tanto abituale quanto misterioso per l'osservatore che avrà fantasticato su, eventuali, insediamenti umani o meno, del passato. Infatti, per i conoscitori, studiosi archeologi e quant'altro, esso rappresenta una fonte, inestimabile, di conoscenza. La terza campagna di scavi è finalizzata ad approfondire, nello specifico, le ricerche sui resti dell'abitato dell'Età del bronzo, distrutto da un incendio almeno sette - otto secoli prima di Cristo. Ciò che si conosce, è che i piccoli promontori, che creano la zona di Apani, oltre all'"isolotto", erano sormontati da capanne appartenenti a una popolazione, fatta, prevalentemente, di pescatori e raccoglitori di molluschi, ma anche di cacciatori che s'inoltravano nelle grandi foreste di querce dell'immediato entroterra. Questi Scogli, sono diventati isolotti rocciosi, tranne quello dove sorge la torre di guardia aragonese, ciò oggi costituisce la Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta. L'attività archeologica fa capo al Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento con la direzione scientifica del professor Riccardo Guglielmino, e la direzione e coordinamento tecnico-scientifico del dott. Teodoro Scarano. Alla base, un accordo (concretizzato da una concessione) tra Unisalento e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, che segue gli scavi attraverso il funzionario incaricato Angela Cinquepalmi. Vi è un piccolo pool, che finanzia e fornisce il supporto logistico: il contributo economico arriva dal Comune di Brindisi e dal Consorzio di Gestione della Riserva di Torre Guaceto, mentre della logistica si occuperà il Comune di Carovigno. "Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne oggi in edicola"
A un passo dalle spiagge le capanne preistoriche
Lo scorso 4 luglio è iniziata la terza campagna di scavi sull'insediamento fortificato risalente all'Età del bronzo, sito sugli Scogli di Apani. La campagna terminerà il 6 agosto. Il sito rappresenta una fonte inestimabile di conoscenza per gli studiosi archeologi. La ricerca si concentrerà sui resti dell'abitato dell'Età del bronzo, distrutto da un incendio almeno sette-sei secoli prima di Cristo. I Scogli di Apani erano sormontati da capanne appartenenti a una popolazione di pescatori, raccoglitori di molluschi e cacciatori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo