Norme più severe per i tombaroli, responsabilità sulle expertise estesa agli studiosi che le compilano, un provvedimento ("non un condono") che aiuti a far riemergere i tanti piccoli reperti archeologici che sono "anche in buona fede" nelle case degli italiani. Ma anche la riduzione delle soprintendenze per tamponare il problema dei troppi incarichi ad interim. Il ministro dei beni culturali Giancarlo Galan presenta a Roma un'operazione di recupero condotta dai carabinieri del patrimonio culturale e a 100 giorni dal suo insediamento sottolinea il successo ottenuto con la manovra ("nessun taglio") e anticipa idee per il suo mandato, a partire dalla piaga del saccheggio: " è indecoroso che non ci sia stato un tombarolo che abbia scontato un solo giorno di carcere", dice. Mentre sottolinea la necessità di fare "qualcosa dal punto di vista legislativo". Accanto a lui, in mostra nelle sale del comando dei carabinieri tutela patrimonio culturale (tpc), ci sono i reperti recuperati dai militari in cinque diverse operazioni delle ultime settimane. Tanti oggetti, alcuni molto preziosi, dalla splendida piccola scultura del XV secolo, opera di Alberto di Giovanni Pietro Maffiolo detto di Carrara, rubata nel marzo del 1979 dal Duomo di Parma e poi esportata in Svizzera, alla Kylix a vernice nera (555-535 a C) con tanto di firma ('Tleson figlio di Nearchos la fecé) recuperata nel fuoristrada di un agricoltore della zona di Vulci che la stava portando a Roma, per venderla insieme con altri tesori. E ancora, un carico di antichità recuperate in Puglia, dove una banda di tombaroli era arrivata a sventrare il terreno delle necropoli con un escavatore per portare via vasi e gioielli; un carico di oggetti rubati da un'altra banda in una serie di chiese piemontesi (S.Rocco e S.Antonio di Morozzo nel cuneese e S.Lorenzo in Loranzé nel torinese); cinque dipinti d'epoca (valore 75 mila euro), rubati nel 2004 dalla pinacoteca slovena Riemer. Splendida, nei suoi 66 centimetri di marmo bianco, la statua di Davide Re e Profeta commissionata da Bernardino Da Feltre insieme a tutte quelle del ciborio ad Alberto di Carrara nel 1488 (vale 750 mila euro), tornerà al suo posto nella Cattedrale di Parma dove mancava da oltre 30 anni. L'aveva comperata, da un antiquario toscano ora morto, un collezionista svizzero. Il suo recupero è stato aiutato dai buoni rapporti con la polizia elvetica, spiega il generale dei carabinieri Pasquale Muggeo, il rimpatrio è di venti giorni fa. Di grande valore anche la kylix del vasaio Tleson, IV sec a C, che come un'importante anfora "ad occhioni" attribuita al pittore di Lysippides, era tra i tesori che stavano per essere venduti dall'agricoltore di Vulci, ora denunciato per scavo illecito, possesso di beni archeologici e ricettazione. A tappeto, l'operazione pugliese, che ha portato al recupero di 2.298 reperti (valore stimato 600 mila euro) e alla denuncia di 50 persone. Galan, che nell'occasione annuncia finanziamenti per Villa Adriana a Tivoli (oltre 4 milioni) Domus Aurea e Palatino a Roma con 20 milioni di euro di fondi non spesi della soprintendenza, applaude il lavoro dei carabinieri e sottolinea i buoni risultati ottenuti con la manovra finanziaria, dove "per la prima volta in 20 anni non vengono tagliate risorse al Mibac". Nota dolente, ricorda, i residui passivi che "che sono la nostra debolezza". Tra le idee per risolvere il problema, annuncia, l'introduzione di un esperto "che aiuti i soprintendenti in questo aspetto più manageriale del loro lavoro". Novità anche per le soprintendenze, molte delle quali al momento, sono governate ad interim: "sto pensando di ridurne il numero per coprirle tutte", anticipa il ministro.