Malignaggi: «Può essere il sito ideale per attività serali d'estate» Palazzolo. «Quando la villa comunale era il perno della comunità». Amarcord, ma non solo, da parte di Gianni Malignaggi, esponente di Sel, ma per recuperare un punto di riferimento essenziale. La villa è sottoutilizzata: non vi si accede più di sera: se opportunamente aperta e sorvegliata ritornerebbe ai passati fasti: serate di commedie, famiglia, orchestrine, incontri, luoghi per incontrare le ragazze. Era la Palazzolo ridente, dove il contatto umano contava molto più dello «sballo» di oggi: dove il divertimento era vero, appartenente a un'altra dimensione. Dai racconti emerge un luogo magico. «Vi si andava in tarda serata - ricorda Malignaggi. - Magari si guardano le ragazze, fra una parola di politica e l'altra». Nulla di virtuale: incontri reali, il luogo della "palazzolesità", dove la condivisione del tempo era scandita secondo abitudini consolidate: al mattino vi si recavano soprattutto le signore, con carrozzine dei pargoli, a calpestare la ghiaia dei lunghi viali del parco. Il pomeriggio cambiava il pubblico. La sera, secondo gli eventi, si potevano vedere differenti categorie di persone. In estate si passeggiava alla Villa, non al Corso. E il custode c'era, vigilava fino a mezzanotte. Peccato che non si riesca a prendere una persona da destinare al controllo». La gente, riferisce Malignaggi, lamenta la mancanza di ordine e pulizia. I bagni andrebbero curati meglio. E pare che sia un ritrovo notturno «mal frequentato». La Villa è una donazione di Vincenzo Messina di Bibbia. Un monumento che lo ricorda, fra i tre ampi viali. R. R. 07072011