Centuripe. Anche questa terra brulla e impervia, nel suo piccolo, aspetta un grande ritorno. O meglio due: le teste del II secolo a. C. (Ottaviano Augusto, Druso e Germanico) chiuse in un magazzino del museo Paolo Orsi di Siracusa dal 2007; e i tre vasi policromi, coevi delle statue, custoditi al Salinas di Palermo. E dire che di vasi centuripini, a Centuripe, non ce n'è nemmeno uno. Sono disseminati nei più famosi musei del mondo: dal Metropolitan al Louvre, passando per il Paul Getty e il British. Una bellezza esplosiva, quella di Centuripe. Che però implode fra mille problemi, nonostante la buona volontà degli eredi di cotanta meraviglia. Come il vicesindaco Giuseppe Biondi (omonino del sindaco, ma soprattutto "anima" di SiciliAntica) che combatte la sua battaglia contro i mulini a vento. «Abbiamo appena firmato, dopo mille peripezie, una convenzione con la Soprintendenza per la pulizia dei siti archeologici, che versavano in condizioni pietose. C'era la volontà del Comune di farsi carico di parte del lavoro, ci sono 45 impiegati del museo, molti dei quali prima facevano proprio questo, eppure dopo la recente riforma del sistema dei beni culturali in Sicilia tutto è diventato più difficile». Autorizzazioni, richieste, pareri. Anche per un altro patrimonio, antico e contemporaneo: «Le campagne di scavi, che portano economia e turismo, ma che ancora non ci sono state autorizzate. Il 21 è previsto un incontro, siamo fiduciosi». Ma se dovesse arrivare un no c'è già un piano B: «Facciamo venire lo stesso archeologi, studenti e volontari da tutto il mondo, li ospitiamo e facciamo festa con loro. Ma senza scavare...». Come dire: uno sciopero bianco fra quelle pietre nere di storia. ma. bar. 07072011