I bilanci 2010 e 2011 della Regione Piemonte, questultimo ancora in fase di assestamento, dichiarano infatti la messa in opera di un «Piano Cota per la Cultura» che coincide con lo smantellamento del sistema economico della cultura in regione e della sua rete di luoghi - musei, teatri, cinema, biblioteche, archivi storici, centri culturali - di iniziative - festival, rassegne ed venti musicali, mostre, spettacoli dal vivo, circo e spettacoli viaggianti - e di imprese. I suoi punti salienti sono: 1) riduzione delle risorse attribuite alla cultura, con leffetto, nel 2010, di tagli alle imprese compresi tra il 20 e il 70 per cento; e la previsione nel 2011 di ulteriori, pesanti contrazioni, in dimensioni ad oggi non ufficialmente rese note; 2) impossibilità di ogni seria programmazione delle attività artistiche e culturali, con conseguente perdita di competitività nella concorrenza con le altre città e regioni dEuropa; 3) permanere dei ritardi nelle erogazioni dei contributi, aumento del costo degli interessi passivi, peggiorato rapporto fiduciario con gli istituti di credito; 4) perdita di centinaia di posti di lavoro qualificati, molti dei quali rappresentano fette di occupazione giovanile e femminile; 5) perdita di fatturato da parte delle imprese dellindotto, nei settori dellartigianato, della logistica, del turismo e dei servizi dal momento che oggi oltre il 90 per cento della spesa per beni e servizi da parte delle imprese culturali va a vantaggio di aziende piemontesi; 6) perdita dellattrattività turistica del Piemonte con conseguente calo di attività per il sistema alberghiero e commerciale della regione; 7) desertificazione di ampi spazi di territori delle province, a dispetto di ogni azione di riequilibrio territoriale delle opportunità. In conclusione, una regione ove biblioteche, teatri, cinema, luoghi di aggregazione siano chiusi o funzionino ad orari ridotti significa meno occasioni di relazione e incontro per le fasce di popolazione più deboli (anziani, famiglie); meno occasioni di crescita per le giovani generazioni; meno sicurezza nei centri e nelle periferie delle città medie e piccole del Piemonte. Per questo chiediamo al presidente della Regione Piemonte e sottoponiamo alla vigilanza del ministro un diverso «piano di sviluppo per la Cultura» che abbia tra i suoi principali obiettivi il sostegno delloccupazione, in particolare di quella giovanile, e il sostegno alle imprese pubbliche e private del settore. Le istituzioni e le associazioni culturali