ROMA - Ci sono alcuni dei maggiori registi italiani, come Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Olmi, Amelio, Tornatore, fra le vittime della sentenza del Tar del Lazio, che ha annullato i Premi di qualità assegnati per il 2006 a 10 film dalla Commissione del Ministero per i beni culturali. Per un vizio di forma nella modalità con cui i commissari hanno visionato i film per i quali si chiedeva il contributo, i beneficiari del premio (fra i quali Il caimano di Nanni Moretti) dovrebbero restituire 250mila euro ciascuno e accettare di essere giudicati di nuovo. Ora si attende che i produttori presentino appello. Il ricorso fu presentato dai produttori del film di Monicelli Le rose del deserto al quale il premio non fu assegnato. Proprio in seguito a quel ricorso il premio di qualità fu praticamente abolito. «Magari ci appelleremo - commenta il produttore Riccardo Tozzi, presidente dellAnica, associazione delle industrie del cinema - anche se i premi di qualità sono finiti proprio in quellanno. Un premio del genere regge su un certo grado di consenso, chi accetta di concorrere, sa che cè una giuria e se ne accetta il verdetto».
ROMA - Il Tar: Moretti C. condannati a restituire i fondi pubblici
ROMA - Ci sono alcuni dei maggiori registi italiani, come Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Olmi, Amelio, Tornatore, fra le vittime della sentenza del Tar del Lazio, che ha annullato i Premi di qualità assegnati per il 2006 a 10 film dalla Commissione del Ministero per i beni culturali. Per un vizio di forma nella modalità con cui i commissari hanno visionato i film per i quali si chiedeva il contributo, i beneficiari del premio (fra i quali Il caimano di Nanni Moretti) dovrebbero restituire 250mila euro ciascuno e accettare di essere giudicati di nuovo. Ora si attende che i produttori presentino appello. Il ricorso fu presentato dai produttori del film di Monicelli Le rose del deserto al quale il premio non fu assegnato. Proprio in seguito a quel ricorso il premio di qualità fu praticamente abolito. Magari ci appelleremo - commenta il produttore Riccardo Tozzi, presidente dellAnica, associazione delle industrie del cinema - anche se i premi di qualità sono finiti proprio in quellanno. Un premio del genere regge su un certo grado di consenso, chi accetta di concorrere, sa che cè una giuria e se ne accetta il verdetto.
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