È questa la cifra che solo quest'anno quattro ministeri verseranno per assicurare la conservazione della città «Com'è triste Venezia soltanto un anno dopo, com'è triste Venezia se non si ama più», cantava con la sua voce inconfondibile Charles Aznavour. Ma per i contribuentiitaliani bisognerebbe cambiare aggettivo e usare «cara». Nel senso di «costosa» perché conservare una delle città più belle del mondo costerà nel 2011, secondo gli stati di previsione dei ministeri interessati (Economia, Infrastrutture, Ambiente e Beni culturali) la bellezza di 386.725.597 euro. E non stiamo parlando del Mose, il sistema di dighe elettromeccaniche per le quali il Cipe stanzia ogni anno una cifra più o meno analoga. Il discorso è molto diverso e merita un breve prologo. Quasi tutti questi denari - eccettuato lo stanziamento del dicastero guidato da Giancarlo Galansi riferiscono a una stratificazione di leggi (ben 5 dal 1963 al 1995) che hanno come scopo quello di garantire la salvaguardia del capoluogo veneto. Per mettere in pratica questo corpus sono serviti numerosi decreti ministeriali, quattro leggi regionalidel Veneto e varie ordinanze provinciali e comunali. Per governare il processo amministrativo occorrono ben due distinti organi. Il primo è il famoso «Comitatone» che riunisce sotto l'egida della presidenza del Consiglio tutte le autorità che si interessano della difesa della laguna (incluso il Comune di Cavallino-Treporti). Il secondo è il concessionario pubblico che per conto del ministero delle Infrastrutture si occupa della realizzazione materiale degli interventi: il Magistrato delle Acque di Venezia, erede di un istituto della Serenissima. Tale ammasso di burocrazia spiega da solo perché sia stata necessaria la legge Obiettivo per avviare il Mose, un progetto elaborato tra gli anni '70 e '80 e avviato dal premier Berlusconi nel 2003. Resta però da comprendere quali processi siano alla base degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione di Venezia. E occorre partire dal ministero delle Infrastrutture per comprendere quale crescendo rossiniano di spese si celi dietro questa macchina complessa. Il primo stanziamento che si incontra sono i 34mila euro per il Centro sperimentale di modelli idraulici di Voltabarozzo, in provincia di Padova, che si occupa di elaborare i sistemi di difesa. Seguono i 235mila euro per l'Ufficio di piano del Magistrato delle Acque, cioè l'ufficio tecnico che definisce e calendarizza i progetti. Seguono i 7,97 milioni destinati alle associazioni private che si occupano di difendere Venezia. E poi la spesa di maggiore entità: i 135 milioni di annualità quindicennali per l'aggiornamento degli studi sulla Laguna (un campo che spazia dalle procedure antiinquinamento alla battaglia contro le alghe fino alla realizzazione di interventi vari anti-degrado). Superata la fase progettuale si passa a quella esecutiva. Che cosa c'è sul piatto della bilancia? Altri soldi. Alla Provincia di Venezia sono destinati 6,5 milioni di euro per il restauro dei beni di pertinenza dell'ente a Venezia e a Chioggia. Al Comune - giustamente - va la fetta di torta più grande: 123,4 milioni che sono destinati alla manutenzione di ponti e canali e alla prosecuzione delle normali attività socio-economiche, ma in gran parte finiscono per essere destinati come contributi in conto interessi e in conto capitale ai privati e agli enti che restaurano i propri immobili. Risulta esaurito - per cancellazione del capitolo di bilancio - il contributo ai mutui per l'acquisto della prima casa a Venezia. Seguono 1,3 milioni di euro di annualità quindicennali per la conservazione del Comune di Cavallino- Treporti e 6 milioni per gli interventi di competenza del Comune di Venezia e di quello di Chioggia. All'Autorità portuale di Venezia vanno 4,75 milioni per i canali navigabili mentre a quella di Chioggia 805mila euro per le opere portuali. Dal ministero dell'Ambiente arrivano altri 11 milioni. Il servizio di polizia lagunare del Magistrato costa 10 milioni. Un altro milione è destinato al Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche ( Coviri) ed è così suddiviso: 470mila euro di spese di funzionamento del Coviri, 470mila per la segreteria tecnica che si occupa di migliorare gli standard dei processi e 85mila euro per il sistema di coordinamento e controllo degli interventi finalizzati al riequilibrio idrogeologico. Ultimo ma non meno importante il ministero dell'Economia che per 81,5 milioni finanzia gli interventi della Regione Veneto per la salvaguardia e destina altri 9,2 milionial governatore Zaia per la manutenzione dei rii. Secondo il Comune, da qui al 2030 servirebbero circa 43 milioni all'anno (38 a carico dello Stato) anche per gli impianti fognari considerato che la legge speciale per Venezia prevedeva oltre 1,2 miliardi in trent'anni, ma Tremonti ha tagliato i fondi. Senza quei 760 milioni circa è a rischio la sopravvivenza stessa della città. Sarebbe a dire che Ven- ezia sarebbe condannata a morte se lo Stato, per un motivo o per un al-- tro, non potesse provvedere al fabbisogno. In quest'ottica sembrano noccioline i 2 milioni che ogni anno il ministero dei Beni culturali destina alla Biennale, l'ente che si occupa di organizzare manifestazioni artistiche inclusa la Mostra del Cinema. Questi 386,7 milioni sono ben spesi oppure no? Una cosa è certa: finanziano microinterventi e in qualche misura contribuiscono all'economia di Venezia. Ma senza questo «respiratore artificiale» la città sarebbe in grado di vivere o continuerebbe a spopolarsi come negli ultimi anni? E considerato che numerose associazioni internazionali a carattere privato si profondono per salvare il patrimonio culturale di Venezia, non sarebbe il caso di pensare come accaduto di recente per il Colosseo con Diego Della Valle che sia meglio affidare a uno sponsor questi interventi? Ci si potrebbe pensare anche per consentire a Stato, Provincia e Comune di svolgere meglio il loro rispettivo ruolo.
Come è cara Venezia Un vanto che ci costa 386 milioni di euro
Il governo italiano ha stanziato 386.725.597 euro per la conservazione della città di Venezia nel 2011. Questa cifra è stata calcolata dai ministeri dell'Economia, Infrastrutture, Ambiente e Beni culturali. I soldi saranno utilizzati per finanziare progetti di conservazione e manutenzione della città, come la realizzazione di interventi anti-inquinamento e la protezione della laguna. Il Comune di Venezia riceverà 123,4 milioni di euro, mentre la Provincia di Venezia riceverà 6,5 milioni. L'Autorità portuale di Venezia riceverà 4,75 milioni di euro, mentre il ministero dell'Ambiente riceverà 11 milioni.
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