(ASCA) - Roma, 6 lug - Perfino in un periodo di crisi dell'edilizia, l'Italia, con oltre 34 milioni di tonnellate e una media di 565 chili per ogni cittadino, continua a detenere un vero e proprio primato europeo nel consumo di cemento. Solo nel 2010, dalle 5.736 mila cave attive nel Bel Paese sono stati estratti quasi 90 milioni di metri cubi di inerti di cui circa la meta' (43 milioni di metri cubi) in Lombardia, Lazio e Piemonte. Una ferita rilevantissima al paesaggio che riguarda 2.240 Comuni, a cui vanno aggiunte piu' di 13mila cave dismesse nelle regioni in cui esiste un monitoraggio, che arrivano facilmente a 15mila sommando quelle abbandonate di Calabria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. A richiamare l'attenzione sulle conseguenze di un'attivita' a cui viene prestata troppo poca attenzione sia a livello nazionale che regionale e' il Rapporto Cave 2011 di Legambiente, presentato oggi a Roma da Edoardo Zanchini, responsabile Urbanistica di Legambiente, Gabriele Nanni, Ufficio Urbanistica Legambiente, Alessio Velo, di Eco.Men., impresa che si occupa di riciclo di inerti provenienti dall'edilizia e Marcello Cruciani dell'ANCE. mpdsamrl EDILIZIA: LEGAMBIENTE, RISORSE PER 268 MLNANNO CON ADEGUATI CANONI CAVE (ASCA) - Roma, 6 lug - L'attivita' estrattiva puo' diventare, come negli altri Paesi europei, un settore di punta della green economy che puo' fare a meno di cave puntando sul recupero degli inerti provenienti dall'edilizia. E' quanto evidenzia il Rapporto Cave 2011 di Legambiente, presentato oggi, secondo il quale in pochi anni e' possibile raggiungere "risultati rilevantissimi" attraverso l'obbligo di utilizzare materiali provenienti dal riciclo degli inerti edili da utilizzare al posto di quelli provenienti da cava per infrastrutture e costruzioni, visto che oggi hanno prestazioni assolutamente identiche. Basti dire - rileva il Rapporto - che mentre da noi siamo ancora al 10 di materiali riciclati provenienti dall'edilizia, in Germania si arriva all'86,3 (erano al 17 nel 1999), in Olanda al 90, in Belgio all'87 e la Francia in 10 anni e' passata dal 15 al 62,3. Spiega Edoardo Zanchini di Legambiente: "Copiando semplicemente dall'Inghilterra si potrebbero recuperare, ogni anno, quasi 300 milioni di euro da un'attivita' che ha un impatto enorme sul paesaggio italiano". In Danimarca dove da oltre 20 anni ci si e' posti il problema di come ridurre le estrazioni da cava e promuovere il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione, si arriva a far pagare 50 euro a tonnellata per il conferimento in discarica degli inerti, ossia 5 volte quanto si paga in media in Italia. Un meccanismo questo, che ha funzionato visto che oggi si fa ricorso per il 90 ad inerti riciclati invece che di cava. Nel gia' citato Regno Unito il canone di concessione e' piu' di 6 volte quello richiesto in media in Italia". E' necessario, dunque, "adeguare, in tutte le Regioni, il canone al prezzo medio che si paga oggi nel Regno Unito per l'attivita' di cava, ossia il 20. In questo modo, solo considerando sabbia e ghiaia, si potrebbero ottenere risorse pari a quasi 268milioni di euro, rispetto agli attuali 36. In Lombardia si passerebbe da 7milioni di Euro a 48, nel Lazio da 4,7 a 47, in Piemonte da 5 a 33, mentre in Puglia si avrebbero nuove entrate per 22milioni di Euro, in Sardegna per quasi 17milioni". mpd
EDILIZIA: IN ITALIA RECORD CONSUMI CEMENTO, 6MILA CAVE ATTIVE
L'Italia detiene un primato europeo nel consumo di cemento, con oltre 34 milioni di tonnellate estratte ogni anno. Il Rapporto Cave 2011 di Legambiente evidenzia le conseguenze negative dell'attività estrattiva, che riguarda 2.240 Comuni e 13.000 cave dismesse. Il rapporto propone l'obbligo di utilizzare materiali provenienti dal riciclo degli inerti edili al posto di quelli provenienti da cava per infrastrutture e costruzioni. In Germania, Olanda, Belgio e Francia si sono già adottati questo approccio, ottenendo risultati rilevantissimi.
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