Già abbiamo l'anomalia senza precedenti di un condono edilizio che resta aperto per 18 mesi e non è certo un deterrente alla realizzazione di nuove costruzioni abusive, che, infatti, proliferano in tutta Italia. Già abbiamo avuto l'anomalia di un conflitto permanente fra Governo e Regioni che non ha certamente aiutato il cittadino intenzionato ad aderire alla sanatoria, con un intreccio di norme (anche di sbarramento fra potere centrale e poteri periferici) come non si era mai verificato nella storia repubblicana. Intreccio che neanche la Consulta è riuscita a sbrogliare del tutto, considerando la nuova girandola di dubbi generati dalla legge campana, giunta fuori tempo massimo. Ma se, a questo disagio di fondo, si aggiungano anche le battute in libertà di qualche ministro della Repubblica sulla riapertura dei termini, allora la confusione si fa davvero massima. E ci si chiede se questo caos non sia voluto. Se la confusione non generi altra collusione e questa spirale porti automaticamente a tuia richiesta di proroga che venga dal bassp, da chi la domanda deve presentarla. Non di questo hanno bisogno gli italiani per presentare la loro domanda di condono. Né ne hanno bisogno le amministrazioni che quelle domande dovranno vagliare. Molto più utile sarebbe o forse sarebbe stato dare per tempo a questi cittadini e a queste amministrazioni istruzioni utili sul da farsi. Non si capisce proprio perché si debba rinviare per mesi e mesi una circolare che potrebbe servire a questo scopo. Con il risultato di emanarla soltanto a poche ore dalla scadenza per la consegna delle domande. Oltre al danno, la beffa. Bene ha fatto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, a dire senza mezzi termini che l'era dei condoni edilizi è definitivamente chiusa. Una parola che la situazione imponeva da tempo e che imponeva anche l'Unione europea. Ne prendiamo atto con sollievo, convinti che di fronte a parole tanto forti e a una smentita secca come quella di Palazzo Chigi di sabato scorso, i giochi tessuti dal "partito delle proroghe" non si possano riaprire.
Il pasticcio del condono
Il condono edilizio è stato chiuso definitivamente, afferma il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco. La decisione è stata presa dopo mesi di confusione e di proroghe. Il condono era stato aperto per 18 mesi, ma la sua chiusura è stata decisa a causa della proliferazione di costruzioni abusive in tutta Italia. La decisione è stata sottolineata anche dalla Consulta, che ha espresso dubbi sulla legge campana. La chiusura del condono è stata vista come un passo positivo per la ripresa economica e per la tutela dell'ambiente. Il ministro Siniscalco ha affermato che la decisione è stata presa per evitare ulteriori costruzioni abusive e per garantire la tutela dell'ambiente.
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