Le "biennalette" territoriali di Vittorio Sgarbi, curatore contestato (ma chi non lo è stato) del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, sono le figlie un po' illegittime di un matrimonio difficile con la sua visione onnicoinvolgente dell'arte italiana. Gli artisti a Venezia li ha fatti scegliere dagli intellettuali, disconoscendone molti. Le sezioni regionali le ha demandate a dieci critici le cui liste ha tagliato e incrementato. La sezione umbra di Spoleto (città con vocazione per il contemporaneo, che però tiene chiusa l'unica biblioteca d'arte contemporanea) l'ha curata in realtà Gianluca Marziani, dinamico direttore di palazzo Collicola, coadiuvato da Massimo Mattioli. A Roma Sgarbi ha detto che Marziani gli aveva bocciato un artista umbro, facendone il nome, giudicato "indegno" e allora lui lo aveva esposto a Roma. In effetti fra Marziani e Sgarbi non correva buon sangue, affermando il primo che non avrebbe mai fatto mostre di basso livello come quelle di Sgarbi. I due poi si sono accordati... Lo stato dell'arte in Umbria per i curatori è quello dei 36 invitati, illustrati con piglio grafico ed efficace essenzialità dal precatalogo di "Piacere Magazine" diretto da Matteo Grandi e curato da Chiara Silvestri. Senza una linea conduttrice, un progetto, una mostra è difficile da costruire, a meno che il taglio sia del non progetto, di una ricognizione come capita, peggio, di segnalazioni spesso improbabili e la Biennale dovrebbe segnalare le novità. Da 25 (compresi il sottoscritto e Antonio Carlo Ponti per la gaffe di un aiutante di Sgarbi), i presenti sono 36. Guardando la mostra, senza didascalie (non si usano più?) si possono dare diverse letture: una attiene a una ricognizione senza vincoli di sorta: né anagrafici, né di linguaggi, l'altra al sommerso. A palazzo Collicola non si rinvengono neanche queste ibride scelte. Nessun parametro rispettato: neanche l'essere umbri o risiedervi. Ci sono una quindicina di artisti che nessuno avrebbe potuto ignorare. Per il resto, nessuna grande scoperta, ma figure come ce ne sono in Umbria a dozzine. Invece troviamo medici con l'hobby della pittura, militari che si sono scoperti artisti, un bravo organaro che ora vuol diventare pittore. Ancora, bravi fotografi professionisti, ma non artisti che usano la fotografia. Uno dei giovani espone un piccolo quadruccio dal quale non si può intravedere nulla, ma ci sono altri che hanno un intero ambiente! Bene Consiglio col suo ritorno alla pittura e alla costruzione plastica. Di qualità l'installazione della Rocchetti, fra invenzione dei cuscini con aculei e ironia con l'armadio dei seni del chirurgo plastico. Rigoroso ed efficace Cardinali con una cosmogonia dei suoi tondi di vario diametro e declinazione cromatica. Sempre bene l'invenzione di Ficola con i moduli in porcellana bianca "imballati". E ancora bene le proposte di Ciribifera, Frillici, Lupattelli, Mariucci, scultore di una nuova classicità, di Marcelloni. Ramotto è un po' compiacente nei suoi grandi nudi. La presenza di un maestro storico del Gruppo di Spoleto come Piero Raspi, classe 1926 si giustifica con una auspicata riappacificazione col giovane curatore. Ottimi l'analitico Renzi e Troiani con le sue continue invenzioni cromatico- costruttive. Conferme di qualità per Zazzera, Frillici e Levita. Da tenere d'occhio l'evoluzione della ceramica Raku della Miranda. Completano l'elenco Agostinelli, Bini, Carotti, Ciccarini, Cinello, Desiderio, Di felice, Faraci, Kindergarten, Marcolini, Miranda, Murasecchi, Murelli, Pinchi, Pompili, Ragucci, Rinaldi, Ranchicchio, Santoro, Wade. Gianni Moretti non ha accettato di partecipare, ma non invitati clamorosamente, per curriculum e qualità, a noi risultano artisti come Bonacci, Costantini, Diosono, Fiorucci, Giuman, Karpuseleer, Koulakov, Leandri, Lupparelli, Mazzoni, Notari, Passalacqua, Pasticci, Rossi Banfi, Gianni Sani, Rami, Vasta e Zucchini.
UMBRIA - La "biennaletta" scriteriata
Il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia è stato curato da Vittorio Sgarbi, che ha selezionato gli artisti in base alle sue preferenze personali. La sezione umbra è stata curata da Gianluca Marziani, che ha lavorato con Sgarbi. La mostra presenta una varietà di artisti, tra cui alcuni che sono stati selezionati per la loro qualità, altri che sono stati scelti per la loro provenienza geografica. Alcuni artisti presenti nella mostra sono stati criticati per la loro mancanza di originalità o per la loro associazione con il settore sanitario o militare. Tuttavia, la mostra presenta anche alcune opere di alta qualità, come quelle di Renzi e Troiani, e di artisti come Marcolini e Miranda.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo