Villa Montesca in prima linea negli interventi necessari in caso di sisma per il recupero e la salvaguardia del patrimonio storico-artistico. Accertarsi dell'agibilità dell'edificio, evacuare i beni, schedarli, preparare la documentazione fotografica, imballarli e trasportarli in un luogo sicuro, preventivato in anticipo. Sono le fasi preliminari da svolgere in caso di emergenza, terremoto in primis, per il recupero e la salvaguardia del patrimonio storico. Operazioni queste che possono essere effettuate solo per la rimozione di beni mobili ed esclusivamente da squadre d'intervento, sotto la supervisione di uno storico dell'arte e funzionario del ministero dei Beni culturali, naturalmente dopo che i vigili del fuoco hanno dichiarato l'agibilità della struttura. Attività che sono state al centro dell'esercitazione su "Intervento in emergenza a seguito di evento sismico con rimozione di affresco, quadri e tele", che si è tenuta nei giorni scorsi nella basilica di san Francesco e promossa dal Centro studi Villa Montesca di Città di Castello. In quindici, tra operatori museali, restauratori, operatori di protezione civile e personale tecnico esperto, hanno preso parte alla giornata formativa che rientra nel progetto europeo "Patch" (Prevision, analysis and tools for cultural heritage) volto a sviluppare un sistema integrato di prevenzione dei danni sui beni culturali in caso di calamità sismiche, intervenendo su tre principali aspetti: prevenzione, preparazione e risposta. "Il progetto sta entrando nel vivo - ha dichiarato Giuliano Granocchia, presidente di Villa Montesca -. Con questa esercitazione verifichiamo che quello finora realizzato trova la sua applicabilità". Per le varie operazioni, Villa Montesca, insieme allo studio di architettura Bianchi, ha brevettato un kit contenente il materiale necessario. "Ci sono delle cassette predisposte con il materiale per comporre il reticolo necessario al restauratore, che evidenzia l'area sulla quale operare - ha raccontato l'architetto Bruno Bianchi, esperto in pianificazione di emergenza -, e poi abbiamo realizzato, in collaborazione con la facoltà di architettura dell' Università di Firenze, delle buste riutilizzabili 'Praesto' per l'imballaggio e il trasporto dei beni".