Lungo la strada che porta all'ampliamento dell'aeroporto spunta un nuovo ostacolo. Del tutto imprevisto, per altro. E' quello preparato dal Fai (Fondo ambiente italiano) e dal Wwf che va ad aggiungersi al sempre più nutrito pacchetto di osservazioni alla Via (Valutazione di impatto ambientale) del Masterplan di Sea: la richiesta di approfondimenti archeologici nella frazione sommese Case Nuove. Ovvero, una zona ampiamente delocalizzata proprio in virtù della sua estrema vicinanza a Malpensa e compresa negli oltre 400 ettari di superficie interessata dal progetto di sviluppo aeroportuale. Insomma, la classica eccezione che, se accolta, potrebbe accrescere in modo imprevedibile i tempi della fase esecutiva delle opere. Fai e Wwf, in pieno anticipo sul termine fissato nel 19 luglio prossimo per presentare le osservazioni alla Via, ha spedito due lettere pesanti. Una il 27 giugno scorso alla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia appunto con lo scopo di richiamare l'attenzione su eventuali reperti: l'altra il 30 giugno alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province lombarde e alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, oltre che per conoscenza al ministero per i Beni e le attività culturali e alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per alcune province piemontesi (Novara, Alessandria, Verbano Cusio Orsola), con l'obiettivo di ottenere una verifica della qualità documentale e delle capacità identificativa degli impatti del Masterplan sulla componente paesaggio. Se quest'ultima non suscita particolare stupore, in quanto rientra nella linea dell'animato e storico dibattito ambientalista sulla presenza dell'aeroporto nel bel mezzo del Parco del Ticino, la prima missiva apre uno scenario che finora non era stato preso in considerazione. Con il risultato di portare ulteriore linfa al corposo partito trasversale che non ne vuole sapere della terza pista (soprattutto) e delle altre infrastrutture programmate da Sea. «Nell'analisi del materiale di piano risalta in maniera particolare l'assenza di un opportuno approfondimento in merito alle valenze archeologiche dell'area interessata dagli ampliamenti aeroportuali», scrivono Fai e Wwf alla Soprintendenza specifica. «La presenza di alcuni siti archeologici è riportata in carta, ma per questi non è dato un approfondimento». Inoltre: «Siamo a conoscenza che un ritrovamento di anni fa sia da ritenersi notevolissimo per l'area». Il riferimento è rivolto alla scoperta di schinieri (le gambiere dell'armatura) nel 1977 in località Bellaria a Case Nuove. Di qui una serie di richieste al soprintendente, tra le quali quella relativa alla presenza oppure no di un apposito vincolo e quella sull'eventualità di applicare il principio di precauzione che conduce a una preventiva indagine. «Sì, si tratta di una zona archeologica», conferma il sindaco di Somma Lombardo, Guido Colombo. «E' anche inserita nei prontuari della Soprintendenza. In passato a varie riprese ci sono stati ritrovamenti importanti». Ma in merito al Masterplan il primo cittadino esclude da subito ogni conseguenza: «Bellaria è fuori dall'area di sviluppo aeroportuale». E Sea? La mossa di Fai e Wwf non la preoccupa più di tanto. «Nel caso sarà la Soprintendenza a dirci se serviranno ulteriori indagini», fa sapere la società di gestione degli aeroporti milanesi. «Già nel 1998 le avevamo fatte e non era risultato nulla».