«Oggi in Italia non abbiamo veri specialisti per i reperti di Bolca e dobbiamo rivolgerci all'estero perla classificazione dei fossili», ha detto Roberto Zorzin, geologo conservatore del museo di Storia naturale di Verona e direttore degli scavi di Bolca, nel raccontare come il principale referente con cui il museo di Verona collabora dagli anni '80 sia Alexander Bannikov, dell'Accademia delle Scienze di Mosca: «Ogni anno si trattiene un mese nella nostra città per studiare il materiale proveniente dagli scavi o classificare quello al museo. È venuta dalla Russia la scoperta, resa nota nei giorni scorsi, di un reperto catalogato anni fa come«dente di ittiolite» che si è rivelato essere il becco di un uccello: primo ritrovamento osseo di volatile. Una bella piuma d'uccello da anni è esposta nel museo di Bolca con accanto la scritta «Piuma di uccello. A Bolca sono state trovate diverse piume di uccelli ma finora, nessuna parte dello scheletro». Ora questo becco accende nuove aspettative, ma ve ne sono altre: nelle didascalie a corredo delle foto che nel libro mostrano la stupenda collezione di Massimiliano Cerato a volte si legge «indeterminato». «Se un esperto come Bannikov, ha spiegato Zorzin, «non è riuscito a classificare nemmeno il genere dei reperti, vuol dire che sono nuovi per la scienza, a livello mondiale. È la caratteristica di Bolca: ogni anno, ad ogni scavo uno o due pesci sono una nuova scoperta». E il fascino della ricerca che continua e che appassiona. E Zorzin anticipa importanti novità per gli scavi di settembre.