Nella nuova proroga Polvenni chiede all'Ama di mettere a regime Rocca Cencio e Salaria A Malagrotta continuano ad arrivare i rifiuti non trattati. Gli impianti di selezione dell'Ama (Salaria e Rocca Cencia) funzionano ancora a scartamento ridotto. La Comunità europea ha attivato una procedura d'infrazione proprio perché nella grande discarica di Malagrotta si trasportano i rifiuti tal quali, ma stando al testo dell'ordinanza di proroga per altri sei mesi, firmata dal presidente della Regione il 30 giugno, tutto continua quasi come prima. L'unica differenza è che alla società che gestisce Malagrotta è stata autorizzata la realizzazione di «un impianto di tritovagliatura», che però ancora non c'è. C'è poi il caso di Pizzo del Prete-Le Macchiozze, nel territorio di Fiumicino, scelto dal presidente della Regione, Renata Polverini, per realizzarvi un impianto di smaltimento dei rifiuti. Ieri il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, è andato a fare un sopralluogo nella vallata. «Devo essere sincero, sono rimasto sorpreso. Il parco dell'Appia è molto più compromesso e antropizzato di quella zona. Vi ho trovato molte aziende agricole e agriturismo, vi sono produzioni di qualità, finanziate anche dall'Unione europea per la promozione di prodotti bio, a chilometri zero, per la filiera corta. Un gioiello, nei pressi vi sono anche dei resti di torri di epoca medioevale». Bisogna fare marcia indietro? «Allora, non fraintendetemi. La zona non ha vincoli, anche se va sempre tenuto conto che il piano paesaggistico della Regione è solo stato adottato, non approvato. E comunque il presidente Renata Polverini va sostenuta e aiutata, ha ragione quando dice che va chiuso il ciclo dei rifiuti. Poi, però, consiglio di andare a visitare quell'area. E una riflessione va fatta perché parliamo di un paesaggio molto bello. Abbiamo posto i vincoli all'Agro Romano, ma queste terre sono molto meno antropizzate. Dico solo: riflettiamo». Non solo: mentre a Fiumicino e dintorni i cittadini stanno manifestando, secondo la Provincia di Roma la vera scelta sul sito alternativo a Malagrotta Polverini non l'ha fatta. Spiega Michele Civita, assessore provinciale all'Ambiente: «La Regione non ha chiarito quale tipo d'impianto si vuole realizzare a Fiumicino. E dice che se ne parlerà fra tre anni. Ma fra sei mesi chiude la discarica di Malagrotta. E' urgente l'individuazione di un sito per una discarica provvisoria. Noi come Provincia di Roma siamo pronti a collaborare. Però in tempi rapidissimi la Regione prenda una decisione, perché fra sei mesi non saranno possibili altre proroghe per Malagrotta». In sintesi, la vera scelta per evitare l'emergenza rifiuti non c'è. Sono stati elencati sei siti possibili (oltre a Fiumicino) per realizzare delle discariche (fra cui Pian dell'Olmo, ai confini con Riano). Ma non è stata avviata alcuna procedura amministrativa, senza cui siamo solo nel territorio delle buone intenzioni. E ogni giorno che passa ci avvicina al 31 dicembre quando - stando all'ordinanza di proroga- Malagrotta chiuderà e Roma non saprà dove portare i rifiuti. Cosa dice l'ordinanza? Le tredici pagine contengono alcuni dati interessanti che dimostrano che in sei mesi è cambiato poco. Nella precedente ordinanza di proroga della discarica di Mala- grotta, sei mesi fa, Polverini scrisse: i rifiuti devono essere trattati prima di arrivare alla discarica, l'Ama deve fare viaggiare a pieno regime gli impianti di Tmb (trattamento meccanico biologico) di Rocca Cencia e Salaria, lo stesso deve succedere per quelli di Malarotta. Bene, da allora lo scenario non è mutato sostanzialmente visto che la nuova ordinanza dice (pagina 11) alla società che gestisce la discarica (Giovi Spa, fa capo a Manlio Cerroni) di «proseguire nello smaltimento dei rifiuti indifferenziati provenienti dai Comuni di Roma, Ciampino e Fiumicino e nella Città del Vaticano, non avviati a trattamento presso gli impianti di Tmb di Malagrotta (1 e 2), Rocca Cencia e Salaria». Si consente di installare una «unità di tritovagliatura presso la discarica». Come dire: visto che il trattamento nei Tmb va a rilento, ricorriamo quanto meno a questa procedura (che dovrebbe soddisfare la Comunità europea, ma è solo autorizzata, non è ancora partita). All'Ama viene nuovamente ordinato di «assicurare nel minore tempo possibile la piena operatività degli impianti di Rocca Cencia e Salaria». In pratica, le stesse cose richieste nell'ordinanza di dicembre. Una buona fetta dei rifiuti continua ad arrivare a Malagrotta senza pretrattamento. Osserva l'assessore Civita (che però tiene a sottolineare il clima di collaborazione fra Provincia e Regione e gli sforzi per pruomuovere la raccolta differenziata): «Prima di giudicare la scelta di Fiumicino, vorremmo capire che tipo di impianto si prevede». L'unico documento ufficiale su questo è ancora l'ordinanza che proroga Malagrotta che a pagina 8 spiega: Pizzo del Prete-Le Macchiozze (i terreni di Fiumicino) ha «una preferenziale idoneità» per la localizzazione del nuovo sito di «discarica servente i Comuni di Roma, Ciampino e Fiumicino e Città del Vaticano». Discarica, dunque. Ma viene dato per scontato che - se a ottobre il Consiglio di Stato dovesse bocciare Albano - in quell'area potrebbe sorgere anche il termovalorizzatore.