Le proposte di Tonini e Bacci dopo la sentenza del Tar Che cosa fare di quei benedetti 74mila mq dell'area delle ex-colonie, a Vittoria Apuana, che il Tar della Toscana, nei giorni scorsi ha di fatto ribadito nella loro classificazione a "invarianti strutturali, cioè terreni vincolati in maniera rigidissima? Se lo chiedono Vivaldo Tonini e Paolo Bacci. Il primo, peraltro, già nel 2001, come esponente del PdCi, aveva presentato un progetto di recupero della zona che teneva conto del pregio ambientale della necessità che si integrasse, anche funzionalmente, con il tessuto urbano circostante e che andasse incontro ad esigenze e realtà economiche del nostro territorio. A rammentare la questione a farne di nuovo un pezzo d'attualità è lo stesso segretario dei Comunisti Italiani del Forte: «Il Piano di recupero della zona, che nella mia osservazione presentata il 31 marzo 2001, definivo come un vero "cannocchiale sulle Apuane" - spiega oggi Tonini - prevedeva la suddivisione dell'area in quattro fasce parallele alla linea di costa: nella prima, lato mare, collegata con la spiaggia da un sottovia pedonale, si prevedeva una zona alaggio per barche a vela ed una scuola di vela come utile e qualificante espansione dello Yachting Club, che ha sede nella zona antistante le ex-colonie; nella seconda fascia avrebbe potuto trovare sede una mostra mercato per la nautica da diporto senza motore; nella terza una mostra artigianale permanente come consolidamento di una esposizione annuale che si teneva, in Forte dei Marmi, durante la Amministrazione Cardini; infine, nella quarta fascia, a ridosso della via Mazzini, potevano essere previste alcune strutture di servizio. Ora come allora l'obbiettivo di questo recupero era quello di rendere e mantenere vivibile questa preziosa zona di paese con l'inserimento, nella stessa, di attività eco sostenibili, non deturpanti il territorio e di indubbio ritorno per l'economia di Forte dei Marmi». «Come PdCi di Forte dei Marmi - concludono Bacci e Tonini - crediamo che questa idea progettuale possa essere riproposta, magari anche solo come base per aprire una discussione cittadina sul da farsi, anche perché l'area delle ex-colonie di Vittoria Apuana ritengo che non potrà essere mantenuta in eterno nello stato attuale, e con il pericolo, sempre incombente che, a un certo momento, cambino le idee e le regole e magari qualche Amministrazione comunale futura con minori scrupoli paesaggistici, ambientali ed ecologici, possa trovare la strada per trasformarla per davvero, con i meccanismi perequativi, in una superfetazione dell'edificato».