In cinquanta firmano l'esposto con cui invitano i magistrati a far luce È evidente il tentativo di eludere la valutazione di impatto ambientale, chiedendo l'autorizzazione di una pluralità di impianti Il sospetto è che si tratti di un affare di famiglia. Ne sono così convinti da aver presentato un esposto al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Pisa. In cinquanta hanno sottoscritto il documento che invita i magistrati a far luce sul caso fotovoltaico a San Miniato. Ritengono «che l'intero iter amministrativo che ha consentito o sta per consentire che venga istallato in una zona agricola un enorme parco fotovoltaico, sia meritevole di un' accurata indagine per verificare se siano stati o meno commessi fatti penalmente rilevanti». Inizia così l'esposto denuncia. E prosegue: «Detti impianti, le richieste sono in numero di 32 per una produzione complessiva di circa 30 megawatt, sono ciascuno di potenza inferiore al megawatt, ma insistono su terreni adiacenti per una superficie complessiva di ben 70 ettari e le domande di istallazione sono tutte riconducibili agli stessi investitori». L'appiglio è amministrativo ma si presta ad altre valutazioni. «La legge che incentiva anche in maniera consistente l'uso di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica pone un limite, quello di un megawatt, agli impianti che possono esser costruiti senza previa Valutazione di impianto ambientale (Via)». E la Via, prevista del Codice dell'ambiente, si pone come garanzia «nei confronti dei cittadini che da essa si aspettano che le esigenze della produzione siano contemperate da quelle del diritto a un ambiente sano, che il profitto che deriva da determinate attività sia in qualche modo valutato in relazione ai danni che provoca all'ambiente, alla natura e al paesaggio. La Via deve altresì verificare che la realizzazione dell'opera non leda diritti indisponibili dei cittadini quali quello alla salute». Ai firmatari dell'esposto «appare evidente che i legislatori hanno costantemente previsto che impianti di grosse dimensioni debbano esser approvati solo ed esclusivamente se superano la Via». E aggiungono: «È evidente che il tentativo di eluderla chiedendo la autorizzazione di una pluralità di impianti ciascuno al di sotto della soglia prevista, ma che nella loro somma in realtà costituiscano un impianto di grosse dimensioni, avrebbero dovuto esser contrastate degli enti delegati alla loro approvazione». Sottolineando che: «Ciò a maggior ragione quando si verifica che i richiedenti fanno tutti capo a società collegate ed è quindi chiaro che la pluralità di domande costituisce in realtà un unicum per la realizzazione di un impianto di enormi dimensioni». All'attenzione del procuratore anche la corrispondenza intercorsa con l'amministrazione sanminiatese e gli atti deliberativi della Provincia di Pisa. Carte da cui stando alla denuncia «si vede con chiarezza che non era sfuggito a chi ha istruito le pratiche che le società richiedenti erano tutte riconducibili alle medesime persone e che i terreni sui quali veniva richiesto di realizzare gli impianti erano contigui». Appare «strano» all'autori dell'esposto che in una determina del 16 maggio scorso della Provincia si legga: "benché sia prevista la realizzazione di impianti dalle caratteristiche simili in vicinanza a quello oggetto di autorizzazione, proposti da società nominalmente distinte, seppur caratterizzate dal medesimo assetto societario, la normativa in vigore non prevede modalità di valutazione degli effetti cumulativi derivanti da impianti vicini". «In realtà, la costruzione di una pluralità di impianti avrebbe imposto all'ente che deve autorizzarla la valutazione cumulativa - sottolineano nella denuncia -. Come il decreto Romani del 2011 impone, là dove richiede che la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili e localizzati nella medesima area o in aree contigue sono da valutare in termini cumulativi nell' ambito della valutazione di impianto ambientale».
SAN MINIATO. Fotovoltaico, è partita la denuncia
Riassunto in 200 parole:
In cinquanta persone hanno firmato un esposto che invita i magistrati a indagare sul caso di un parco fotovoltaico a San Miniato. I firmatari ritengono che l'iter amministrativo per l'approvazione dell'impianto sia stato eluso e che ci siano stati fatti penalmente rilevanti. L'impianto, che richiede 32 richieste di autorizzazione per una produzione di 30 megawatt, è stato presentato da società collegate. I firmatari sostengono che la legge sulla valutazione di impatto ambientale (Via) non è stata rispettata e che l'amministrazione non ha valutato gli effetti cumulativi degli impianti.
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