VALBISENZIO. Un'associazione quella delle Case della Memoria che ha sede a Prato, ma in Valbisenzio tutela tre monumenti importanti; la Badia di Vaiano dove ha abitato Agnolo Firenzuola, Villa il Mulinaccio dimora di Filippo Sassetti e casa Bartolini che ha dato i natali allo scultore Lorenzo Bartolini. «Siamo nati nel 2005 come associazione regionale - spiega il presidente Adriano Rigoli - in seguito ad un censimento sulle case toscane abitate da personaggi illustri che conservino ancora qualche reperto e siano visitabili, ma da qualche giorno ci siamo trasformati in associazione nazionale. «Lo scopo è di mantenere vivo il ricordo storico e di promuovere il territorio. In Val di Bisenzio - spiega Rigoli - all' interno della Villa al Mulinaccio abbiamo ricavato un'intera sala dedicata a Filippo Sassetti che per primo studiò l'antica lingua indiana del sanscrito». Alla Badia di Vaiano, invece, è stato aperto al pubblico lo studio di Agnolo Firenzuola, dove sono contenuti alcuni dei suoi manoscritti. «Per acquistare questo prezioso materiale - spiega Rigoli - siamo stati aiutati dall' associazione pro Museo della Badia, che raccoglie sistematicamente i fondi per il museo, anche in occasione della passeggiata fra le lucciole la notte di San Giovanni, una parte dell'incasso è stata devoluta a sostegno del Museo». L'ultimo gioiello custodito dall'associazione case della Memoria è l'abitazione di Lorenzo Bartolini, dove è ancora visibile lo studio del babbo dello scultore, mentre negli archivi della parrocchia di Sofignano è custodito il certificato matrimoniale dei genitori di Lorenzo. «In questo caso - spiega Rigoli- si tratta di una dimora privata, ma i proprietari sono disponibili ad aprire periodicamente le porte di casa». Il ruolo dell' associazione, oltre che culturale è anche di promozione del territorio.