Il sindaco ha dato la disponibilità a incontrare stamani soci vecchi e nuovi per «trovare un accordo» Favilla: «Prima vediamo se la squadra si iscrive al campionato» Dobbiamo anche verificare l'effettiva economicità di questa operazione: ci penserà la gara a chiarirlo IL. BO. LUCCA. Di impegni precisi il sindaco, in questo momento, non ne vuole sapere. Non vuole assicurare a nessuno, tifosi o soci della Lucchese, che il Porta Elisa sarà trasformato in un nuovo stadio. Mauro Favilla non dà garanzie per due ragioni: perché «non è detto neppure che ci sarà ancora la squadra di calcio» e «perché è ancora tutta da dimostrare l'economicità dell'operazione». Se davvero è così allettante come sosteneva Giovanni Valentini, ex amministratore della società immobiliare Valore spa ed ex socio di maggioranza della Lucchese calcio, si vedrà nel momento in cui verrà bandita la gara per trovare il concessionario per l'impianto. Il soggetto che dovrà rifare lo stadio, arricchirlo con negozi e albergo, e gestirlo per decenni (si parla di 40 anni) per recuperare l'investimento iniziale, guadagnarci un po' e anche di mantenere la Lucchese. «Prima di portare avanti il progetto di trasformazione ello stadio - conferma Favilla - dobbiamo vedere se avremo una squadra iscritta al campionato. Poi dovremo capire se per la variante urbanistica (adotatta per rendere possibile l'operazione) serva la Valutazione ambientale strategica, la verifica dell'impatto che la struttura, così modificata, potrebbe avere sul tessuto urbano. Infine, dovremo anche capire se per un privato (o una cordata) sia davvero economica un'operazione che in parte non dà reddito». Il rifacimento dello stadio, infatti - sottolinea Favilla - è «un investimento a fondo perduto, visto che poi il concessionario dovrà darlo gratuitamente alla Lucchese. La risposta all'economicità, comunque, verrà dalla gara: se ci sarà un vincitore, è evidente che l'operazione viene ritenuta interessante». Altrimenti, il Porta Elisa può anche restare così com'è, salvo interventi di messa a norma o adeguamenti. «Il primo dato da chiarire, dunque - riprende il sindaco - è se oggi ci siano privati che vogliano rilevare la Lucchese. A questo proposito ho invitato l'assessore allo sport, Lido Moschini, a invitare stamani vecchi e nuovi soci a palazzo Orsetti. Io sono disposto a incontrarli e a vedere se ci sono gli estremi per trovare un accordo». Anche perché - ammette Favilla - con la crisi economica corrente e con l'inchiesta della Procura sulla corruzione, che riguarda anche l'operazione stadio, «finora non abbiamo trovato privati disposti a investire, nonostante i nostri solleciti. Il Comune ha fatto tanti tentativi, ma la situazione è problematica. Mi sorprende semmai che Giuliano Giuliani (il socio di minoranza) possa avere qualcuno». Tuttavia - dice Moschini - l'amministrazione «è consapevole dei sentimenti espressi in questi giorni dalla tifoseria lucchese. Ma è anche chiaro che una parte della città sia avversa alla vendita della squadra. E la società che si è proposta, a questo punto, non può fare a meno di prendere atto del malumore espresso pubblicamente e con tanta forza. Non penso che possa servire a nessuno forzare la mano».
URBANISTICA - LUCCA. Nuovo stadio, il Comune frena
Il sindaco di Lucca ha dato la disponibilità a incontrare soci vecchi e nuovi per trovare un accordo sulla vendita della Lucchese calcio. Il sindaco non vuole assicurare a nessuno che il Porta Elisa sarà trasformato in un nuovo stadio. Mauro Favilla, il sindaco, non dà garanzie per due ragioni: perché non è detto neppure che ci sarà ancora la squadra di calcio e perché è ancora tutta da dimostrare l'economicità dell'operazione.
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