È stato rimosso ieri il telo che copriva i ponteggi più alti e nascondeva la facciata di mattoni, ora puliti e restaurati SI alza il sipario sul nuovo volto della basilica di San Petronio che, a un anno dallinizio dei restauri della parte in mattoni, si libera dal telone di protezione e, prima della fine di luglio, anche dei tubi delle impalcature. Come ogni miglior ritocco estetico, il risultato è del tutto «naturale», senza effetti scenografici, strappi visivi. «È passato un anno e non so quanto i bolognesi possano ricordarsi della situazione precedente - spiega Roberto Terra, larchitetto che segue il cantiere - . La facciata è molto più chiara ma senza stravolgimenti. I mattoni sono bruni e non rossi perché sono stati puliti ma non "scorticati". Cera una patina di polvere facilmente rimuovibile che abbiamo tolto con microgetti di acqua demineralizzata ma abbiamo mantenuto uno strato di polvere, sedimentato su un precedente trattamento, perché ha un valore protettivo». Oltre alla sporcizia sono state tolte le formazioni di flora urbana, alghe soprattutto, che alteravano il cromatismo. Sono stati rinforzati alcuni pilastri con cordoni di fili di carbonio ma poi ricoperti di malta di gesso per mimetizzarli. Dove necessario sono state ripristinate le stuccature tra un mattone e laltro ma seguendo loriginale, ovvero un riempimento senza troppe levigature come ci si aspetta da un muro che poi deve essere rifinito. «La cosa più interessante è che abbiamo capito le varie fasi di lavorazione testimoniate dalla discontinuità muraria, visibile solo da una distanza così ravvicinata - prosegue Terra - . Ci sono poi dettagli sconosciuti che non cambiano il senso del cantiere, come alcuni occhi e lunette murati che corrispondevano probabilmente a finestre che illuminavano le navate laterali». Se la parte alta sarà visibile a breve nel suo splendore, per un altro anno rimarrà coperta la fascia più bassa con i rivestimenti in marmo. «Su questa sezione cè molto interesse, anche di studiosi stranieri, perché il ponteggio dà la possibilità di compiere studi specifici. Ad esempio, tra le novità, abbiamo già individuato la presenza di marmi che arrivano da cave di altre regioni, dalla Toscana o dalla Lombardia, vicino a Candoglia, ovvero il luogo dove si riforniva la fabbrica del Duomo di Milano. Cè molto interesse per lopera di Jacopo della Quercia, ma si potrà rivedere bene anche il lavoro di Properzia de Rossi». Un campo che appunto suscita la curiosità di musei stranieri, sempre ghiotti di novità sullarte italiana del passato. «Ad esempio il Victoria and Albert Museum di Londra, che espone un calco del portale di Jacopo della Quercia, sta analizzando da vicino loriginale sotto diversi aspetti - sottolinea Terra - . Con uno studio madrileno invece, Factum Arte, stiamo realizzando prove tridimensionali per avere modelli replicabili». Ma la cura di San Petronio non si ferma alla facciata. Avanzano i restauri nelle cappelle interne, a partire da quelle di San Vincenzo Ferrer e Santa Brigida, e grazie allaggiunta di nuovi sponsor, come la Fondazione del Monte, si potrà intervenire anche sui fianchi della Basilica.
BOLOGNA - Il bruno e il rosa, i colori ritrovati della basilica
La basilica di San Petronio a Bologna è stata finalmente liberata dal telone di protezione e i lavori di restauro sono in corso. Larchitetto Roberto Terra spiega che la facciata è più chiara ma senza stravolgimenti, i mattoni sono stati puliti ma non "scorticati" e sono state tolte le formazioni di flora urbana. I pilastri sono stati rinforzati e ricoperti di malta di gesso per mimetizzarli. La cosa più interessante è che si sono scoperti dettagli sconosciuti come occhi e lunette murati che corrispondevano probabilmente a finestre che illuminavano le navate laterali.
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