Azzerata la legge per le grandi opere. D'Alessandro: tagli per le manutenzioni di scuole e vie Ci risiamo. La Finanziaria che arriva in Senato rischia di lasciare Roma a bocca asciutta. Mai come questa volta il trattamento riservato alla capitale sembra "punitivo". Dopo 12 anni di onorato servizio la le gge per dotare di risorse la capitale (la 39690) sta per essere prosciugata. Era l'unica fonte alla quale attingere, un sorta di rimborso a pie' di lista per risarcire la città per il ruolo istituzionale che svolge. Ai tagli statali che coinvolgono, chi più chi meno, tutti gli altri comuni si sommano le lentezze. E lo scarso coinvolgimento dei privati nei grandi progetti. Risultato: un cantiere pieno di scommesse incompiute. «Nell'arco di vent'anni a Madrid sono state realizzate 7 linee, noi non riusciamo ancora ad ottenere il sì del Cipe per la nostra terza metropolitana», osserva amaro Roberto Morassut. «Il ripristino dei fondi per Roma capitale - continua l'assessore all'Urbanistica - è un atto doveroso. L'azzeramento è una beffa perché arriva proprio ora che con il ministero delle Infrastrutture abbiamo firmato una convenzione per abbattere i tempi e accelerare le procedure per lo stanziamento dei fondi». «I privati? - riprende Morassut - in assenza di finanziamenti il loro ruolo diventerà ancora più centrale». Roma insomma corre lo stesso. Lo dimostrano le statistiche che la danno in crescita. Ma se aspetta che dal cielo piovano fondi a pioggia corre controcorrente. Milano sta realizzando nuovi grattacieli, un nuovo polo fieristico, musei e parchi. Rispetto alla capitale gode di maggiore risorse. Un paradosso. Il dito è stato rimesso nella piaga proprio ieri da un gruppo di senatori romani del centrosinistra che ha presentato una serie di emendamenti per pareggiare i conti o almeno per turare la falla del trasporto pubblico. Il problema sta a cuore anche al centrodestra che deve però fare i conti con i ricatti della Lega. «Posso assicurare che per Roma, come per tutti gli altri comuni d'Italia, quest'anno il bilancio sarà particolarmente difficile - ha commentato l'iniziativa dei suoi alleati il sindaco di Roma, Walter Veltroni - Spero che Gianfranco Fini tenga fede all'impegno garantito alla Camera di sostenere un emendamento a favore del reintegro dei 100 milioni di euro tagliati». «Roma parte da una condizione di finanza locale particolarmente svantaggiosa - è la tesi di Marco Causi, assessore al Bilancio - e deve fare i conti con una Finanziaria peggiore di quella già indigesta che il ministro Siniscalco aveva mandato in Parlamento». In questi giorni Causi sta «lavorando alacremente» per far quadrare i conti (della spesa corrente). «Non toccheremo le tariffe e cercheremo di limitare l'impatto dei tagli sui servizi pubblici», promette Causi. Per stare nel patto di stabilità verrà garantita «attenzione per la manutenzione della città» e l'attuazione degli articoli 11 per la riqualificazione delle periferie. Nota positiva: un miliardo di risorse in più per gli investimenti del prossimo triennio. L'elenco delle cose «che avremmo voluto ma rischiamo di non fare» è lungo. Morassut ne elenca alcune: «Avremmo voluto implementare i fondi per la trasformazione dell'ex Mattatoio; realizzare un nuovo Palazzo dello sport per volley e basket; aprire al traffico la via Gabina nell'VIII Municipio». L'assessore ai Lavori pubblici, Giancarlo D'Alessandro ne aggiunge altre: «Il Tunnel dell'Appia, il sottopasso della Cristoforo Colombo, all'altezza di via Europa, che spezza in due l'Eur. Il primo avremmo voluto realizzarlo in project financing, ma occorrono almeno 200 milioni di capitale pubblico. Per il secondo non ci sono più fondi». Tocca quindi al presidente della Commissione Roma capitale, Luca Nitiffi, aggiornare l'elenco delle opere a rischio se i fondi della 39690 verranno meno, «l'allargamento della Laurentina e il raddoppio della Tiburtina». I fondi basteranno a stento per l'ordinaria manutenzione: «Avevo previsto - dà un'idea di quanto stringeremo la cinghia D'Alessandro - per strade e scuole un piano da 190 milioni di euro cui accedere tramite un mutuo. Il tetto della Finanziaria ci obbligherà a tagliarlo del 40 per cento».
TAGLI DELLA FINANZIARIA A ROMA CAPITALE - Così la Finanzaria ridisegna la Capitale
La legge per le grandi opere è stata azzerata, lasciando Roma a bocca asciutta. La città rischia di non ricevere i fondi necessari per la manutenzione delle strade e delle scuole. Il governo ha tagliato 100 milioni di euro, che erano destinati a Roma capitale. I privati dovranno prendere il ruolo di finanziatori dei progetti. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha chiesto al ministro Fini di sostenere un emendamento per reintegrare i fondi tagliati. L'assessore al Bilancio, Marco Causi, sta lavorando per far quadrare i conti e limitare l'impatto dei tagli sui servizi pubblici.
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