Case d'oro e canoni piccoli piccoli. Ma molti inquilini che per molto tempo hanno beneficiato di appartamenti nei luoghi più suggestivi della Capitale avevano il "vizietto" di dimenticarsi di pagare l'affitto: poco più di 200 inquilini (al 31122001, quando nella gestione delle case è subentrata la Gepra) erano in regola con i canoni. Insomma, appena un quarto dei locatari ha sempre rispettato le scadenze mentre per gli altri pagare era diventato un optional. Ieri pomeriggio sono emersi altri particolari sull'affare delle "case d'oro". In mattinata l'assessore regionale al bilancio Andrea Augello aveva consegnato ai consiglieri regionali gli ormai famigerati elenchi e da quel momento c'è stato un gran viavai di documenti spediti via fax: nomi e cognomi, indirizzi, canoni, situazioni particolari e soprattutto le cifre. Quelle che fanno capire l'ampiezza del fenomeno che sta investendo 926 famiglie, titolari a vario titolo di contratti di affitto per case, negozi, magazzini e garage. Sfogliando l'elenco spuntano i nomi, molti dei quali noti e arcinoti, di politici ed ex politici, sindacalisti e presidenti di associazioni culturali, grossi imprenditori ma anche quelli di "semplici" famiglie che hanno ereditato per decenni le case dell'ex Pio istituto. Molto spesso proprio tra quest'ultimi si riscontrano la regolarità nei pagamenti. Al contrario c'è un commerciante della zona di piazza Navona che non paga il canone da due anni (oltre 10mila euro di morosità), mentre un ristoratore è arrivato a un debito di 14mila e un altro è arrivato ad "appena" 12mila. Sfogliando l'elenco emergono anche dei record molto particolari. Un commerciante che ha il negozio in via del Viminale è arrivato a una morosità di 266.931 euro, a 156.371 è arrivato il titolare di un bar a viale Trastevere. Ma anche una banca sembra poco propensa a pagare l'affitto ed è arrivata a una morosità di oltre 46mila euro. Le cifre maggiori da pagare sono sempre a carico dei commercianti: altri 120mila euro per un locale dietro piazza Navona, 68mila per un ristorante e 79mila per un latro locale nella stessa zona. Non vanno meglio i locatari di uffici (173mila euro di morosità per i locali in via Palestro) e un sindacato (183mila euro). Quando si passa alle case le morosità diventano più modeste: 7.300 euro per un bell'appartamento in piazza del Grillo, quasi 10mila per un "buchetto" alla salita del Grillo e 18mila nella stessa strada. Di esempi ce ne sono centinaia di altri ma quando si parla di case, le morosità accertate dalla Gepra alla fine del 2001 si attestavano tra i tremila mille e le poche centinaia di euro. Poi ci sono altri record: per un'abitazione di meno di 80 metri quadrati in via dei Balestrari la Gepra ha recuperato una morosità di oltre 25mila euro (il canone precedente era di 58,18 euro) e siamo allo stesso livello in via Pelestro (23mila di morosità per un canone di 165 euro). In viale Trastevere si arriva però a punte di 23mila e 32mila euro. Oggi dovrebbe cominciare l'attività della magistratura chiamata ad indagare sulle "case d'oro" dopo l'esposto presentato dal Comitato inquilini che paventa presunte irregolarità nell'assegnazione, soprattutto degli appartamenti, dopo l'entrata in vigore della legge regionale nel 2003 quando vennero decisi i criteri della vendita immobiliari. Questi casi sono una quarantina ma secondo la Gepra, intervenuta su questo fronte nei giorni scorsi, eventuali dubbi dovrebbero esserci per un paio di case.