Luca Barbareschi Deputato del gruppo Misto La manovra finanziaria che è stata presentata contiene alcune novità che non appaiono come tali a una prima veloce lettura, eppure sono significative. La prima è la dichiarazione esplicita che il Fondo unico per lo spettacolo non sarà toccato nel prossimo triennio, e questo è molto importante perché dall'anno prossimo si passerà per tutti i ministeri al calcolo dei fabbisogni standard che saranno stabiliti in concorso e con il controllo del ministero dell'Economia, e dovrà comportare un taglio delle spese in termini reali pari a quella dei tagli lineari della scorsa manovra. Avere espressamente escluso da questo calcolo il Fus inaugura una nuova stagione nella quale finalmente la cultura vede riconosciuto il proprio ruolo strategico, e non è la solita Cenerentola chiamata per prima a pagare per tutti. Evidente in questo cambio di passo il lavoro del nuovo ministro della cultura Giancarlo Galan, che in questo modo consentono una programmazione triennale degli investimenti nel settore dello spettacolo, quello scenario ritenuto indispensabile dal mondo della produzione per effettuare investimenti, unitamente alla detassazione. Oltre al Fus sono esclusi dalle nuove riduzioni di spesa i finanziamenti per le università, la ricerca e il 5 per mille che dal 2012 potrà essere devoluto anche a finalità culturali, un chiaro segnale di come l'esecutivo abbia recepito la necessità di investire in formazione e per le nuove generazioni, oltre che per la cultura. Un altro tassello del cambio di passo sono le liberalizzazioni per i negozi per aperture e orari più flessibili nelle città d'arte e nelle località turistiche, dimostrazione di un'attenzione specifica per il grande patrimonio del nostro Paese, una facoltà che certamente renderà maggiormente appetibili le tante mete turistiche di cui siamo ricchi. Infine è stato di fatto riscritto tutto il tema della banda larga, superando le incomprensioni e le discussioni che avevano portato all'impasse dell'ultimo mese. Le infrastrutture tecnologiche, come non mi stanco mai di ripetere, sono l'asse portante del nostro futuro, senza le quali siamo destinati al declino, le nuove regole sembrano aprire la strada a una nuova stagione di investimenti pubblicoprivato nel settore, per dotare finalmente anche l'Italia di uno strumento essenziale e imprescindibile per tornare a crescere.
Ecco la vera novità della manovra. La cultura non paga più per tutti
La manovra finanziaria presentata contiene alcune novità significative. Il Fondo unico per lo spettacolo non sarà toccato nel prossimo triennio, il che è importante per la cultura. La dichiarazione esplicita esclude il calcolo dei fabbisogni standard per il settore dello spettacolo, consentendo una programmazione triennale degli investimenti. I finanziamenti per le università, la ricerca e il 5 per mille sono anche esclusi dalle riduzioni di spesa. Le liberalizzazioni per i negozi in città d'arte e località turistiche consentiranno aperture e orari più flessibili. Il tema della banda larga è stato riscritto, superando le discussioni, e si apre la strada a nuovi investimenti pubblicoprivati.
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