L'università campana chiama a raccolta studiosi internazionali L'obiettivo è salvaguardare i cinque siti archeologici dichiarati patrimonio dell'umanità Patronato del Quirinale e i patrocini di due ministeri Cultura contro la guerra, pace e ricerca contro cieco furore. Nei luoghi del conflitto civile saranno «armati«di passione e competenza gli archeologi che la Sun ha chiamato a raccolta per salvaguardare i beni culturali, archeologici e architettonici della Libia. Terra di storia, arte e civiltà, la Libia ha, infatti, testimonianze che vanno tutelate e protette dalla guerra e dalla distinzione. Questo l'obiettivo del convegno internazionale «Per la salvaguardia dei beni culturali in Libia. Il confronto tra istituzioni«, che si è svolto alla Sun, nella facoltà di Studi Politici e per l'Alta Formazione Europea e Mediterranea «Jean Monnet» a San Leucio. L'evento, che ha avuto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, e i patrocini del ministero degli Affari Esteri, del ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell'Unesco, è nato con l'obiettivo di impegnarsi perla conservazione del patrimonio culturale libico in tempo di conflitto armato e di riunire intorno ad un tavolo di lavoro tutte le istituzioni coinvolte. Un patrimonio di altissimo valore, che conta ben cinque siti nell'elenco del patrimonio mondiale Unesco. L'evento è stato inaugurato da Francesco Rossi, rettore Sun, ed ha ospitato direttori di missione di varie nazionalità, unitamente a studiosi e operatori nel campo della salvaguardia del patrimonio culturale in aree interessate dai conflitti armati. Tra i tanti, Francesco Bandarin (Assistant-Director General for Culture Director of the World Heritage Centre, Unesco sede di Parigi), John Hurd (Presidente del Comitato Consultivo dell'Icomos), Laurie Rush (Centre for Environmental Management of Military Lands, Cultural Resources Program Manager - Colorado State University), Abdul-lah Al Mortadi (Sindaco di Cirene, Senior Consultant del DoA), Franz Schuller (Austrian Ministry of Defense, Austrian Society for the Protection of CulturaI Property, Vienna), Vincenzo Schioppa (Ambasciatore Italiano a Tripoli), Luigi Malnati (Direttore Generale alle Antichità del M iBAC) e Giovanni Puglisi (Presidente della Commissione Italiana Unesco e Rettore della Iulm). L'evento è stato ideato e curato da Serenella Ensoli, docente della Sun, direttrice della Missione Archeologica Italiana a Cirene, nonché Scientific Advisor of Greek and Roman Heritage of DoA (Dipartimento di Archeologia della Libia) e unico membro italiano dello Steering Committee della Cyrene Declaration, con il coordinamento di Raffaele Fresu. «Vorrei segnalare - ha spiegato la Ensoli - e sottolineare l'importante impegno del nostro Ministero degli Affari Esteri, fondamentale punto di raccordo per la cooperazione tra Libia e Italia. D'altra parte l'aver avuto, in tempi assai brevi, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana nonché i Patrocini del Mae, del MiBAC e dell'Unesco rendono chiaro la grande partecipazione all'evento da parte del nostro Governo".
Sun, missione di pace e cultura per difendere i tesori della Libia
Un convegno internazionale è stato tenuto alla Sun per discutere della salvaguardia dei beni culturali in Libia. L'evento è stato organizzato per proteggere i cinque siti archeologici della Libia dichiarati patrimonio dell'umanità. I partecipanti sono stati studiosi e operatori internazionali, tra cui direttori di missione e esperti di salvaguardia del patrimonio culturale. L'evento è stato inaugurato dal rettore della Sun e ha avuto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica e i patrocini del ministero degli Affari Esteri, del ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell'Unesco.
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