Crescono i viaggiatori che scelgono quest'area per trascorrere vacanze diverse, arrivando anche in bicicletta Gli elementi principali che più fortemente caratterizzano il paesaggio naturale sono la dissimmetria dei vari versanti, la diversità di modellazione dei rilievi, la ricchissima vegetazione ed i numerosi ambienti umidi. Nostro inviato Cesarò. Sono rimasti tutti un po' stupiti a Bruxelles, eurodeputati e giornalisti inglesi, tedeschi, francesi, quando sono stati invitati al buffet organizzato da una piccola pattuglia di amministratori, produttori agricoli, operatori turistici: erano lì per promozionare un pezzo di Sicilia. E gli ospiti pensavano, luogo comune inevitabile, che fosse un altro pezzo di mare, qualche spiaggia incantevole, acqua cristallina e sole. Niente di più sbagliato, per una volta. La pattuglia veniva dai Nebrodi ed era lì a far gustare ai rappresentanti del Parlamento europeo e a chi scrive sulle più importanti testate giornalistiche dei paesi dell'Unione, i prodotti genuini dell'area nebroidea. Il sindaco di Cesarò, Antonio Caputo, quello di San Teodoro, Salvatore Agliozzo, Carlo Savoca, uno dei più attivi produttori della zona che ha una fattoria dove lavora con antiche formule e nuovissime tecnologie, e altri rappresentanti delle comunità, di piccole strutture ricettive. Sono rimasti tutti sorpresi, gli invitati al buffet organizzato a Bruxelles ed hanno capito, ma non ce n'era bisogno ovviamente, che la Sicilia non è solo mare e spiagge, non solo i luoghi più famosi e celebrati, ma che c'è tanto da scoprire. «In questi anni - spiega Carlo Savoca - la qualità della produzione dei prodotti tipici della nostra zona è cresciuta, perché abbiamo fatto notevoli investimenti, in parte diciamo anche imposti dalle nuove normative comunitarie, ma suggerite anche dal fatto che bisogna essere competitivi sui mercati e certi passi vanno fatti, anche se per noi produttori di aree così piccole, naturalmente, si tratta spesso di scommesse a rischio». Quel ben di Dio apparecchiato a tavola a Bruxelles non solo oggi non va limitato ad una questione di folklore, per intenderci, ma va inquadrato in una valutazione molto più approfondita di un fenomeno che a livello europeo, e anche in Sicilia, è sempre più in ascesa. Il turismo enogastronomico, quello della gente che viaggia per andare a cercare cibi tipici, genuini, realizzati all'antica, ma nel massimo rispetto delle norme igienico-sanitarie più spinte ed elevate. E' il turismo che comincia a fare la differenza, perché, diciamo pure sempre esagerando ma non troppo, questa tipologia di turista sa che se va in un luogo segnalato da esperti perché si mangia bene, sano e sicuro, con produzioni locali autentiche, beh accanto a quella tavola ci saranno sempre strutture di accoglienza altrettanto di qualità, curate nei particolari, gestite con la stessa passione con cui si cucina. «E' questo il segreto della crescita delle presenze turistiche anche sui Nebrodi - conferma Francesco Borgia, che da anni gestisce un agriturismo che sembra poggiato dolcemente e miracolosamente sospeso sul letto del fiume Troina - perché da noi arrivano spesso turisti che ci hanno trovato su Internet, che si sono informati sulle specificità del territorio, che leggono i commenti che altri turisti come loro lasciano sulle bacheche specializzate, sui blog dei viaggiatori, sui siti specializzati. Si tratta, in molti casi, di semplici coppie che vengono in Sicilia per qualche giorno, e decidono di affittarsi un'auto e arrampicarsi sino a qui, per visitare la nostra campagna, per vedere gli allevamenti di mucche, i cavalli Sanfratellani, i suini neri che ancora girano liberamente. Ed essendo questo il contesto, tutto natura, cercano una ospitalità adeguata». Così nella zona dei Nebrodi nel giro di alcuni anni si sono moltiplicati gli agriturismo, spuntati nel cuore delle vallati del Nebrodi, confusi tra cascine, depositi di balle di fieno, capanne di pastori, maneggi. Confusi nel senso di ben integrati e i turisti non cercano altro. Arrivano qua, raggiungono la base, poi si muovono, vanno a visitare i laghi sopra Cesarò, Monte Soro che è la punta più alta dei Nebrodi, ma hanno anche a pochi chilometri, seppure di strada che è ancora una "fetinzia" per la verità, Bronte con il suo Castello di Nelson che è bellissimo, Randazzo con la sua Chiesa e zone molto suggestive, e poi Cesarò, San Teodoro, San Fratello, seppure un paese con tutti i suoi problemi che dovrebbero essere affrontati e risolti per ridare fiducia e vita alla comunità. Però il trend è in crescita, Carletto Savoca passa un sacco di tempo a fare latte e formaggi, sempre più buoni, lavora anche alla mozzarella da un po' di tempo, ma gli tocca anche fare da cicerone per famiglie che arrivano sino alla sua fattoria e vogliono visitarla. Per vedere da vicino come nasce la prelibatezza di quei formaggi. «La gente si stupisce, spesso, perché siamo disabituati a vivere a contatto con la campagna, con gli animali, con il latte fresco. Per noi è la vita quotidiana, e se possiamo con questi cibi attirare davvero un circuito di turismo, beh siamo contenti di essere protagonisti di questo successo». Un segreto che chi già lavora qua conosce bene, del resto. Lo conferma Pina Prinzo, che con Ciccio Borgia si occupa dell'agriturismo a San Teodoro, ed è specializzata soprattutto in dolci: «La gente quando li mangia resta stupita per la loro bontà e mi chiedono quale sia il segreto rispetto a quelli che mangiano generalmente. Insomma chiedono se ci sono ricette speciali. Non c'è nessun segreto, ci sono i prodotti che utilizziamo che fanno la differenza. Naturalmente una delle cose più stupefacenti per i nostri clienti sono i dolci con la ricotta. Il segreto è che la ricotta Francesco la va a prendere appena fatta, al mattino nella fattoria, non è differenza da poco. E i dolci con il formaggio o qualunque altra cosa fatta con il latte, per parlare di dolci». Pina parla di dolci, ma potrebbe parlare di tutto ciò che finisce in tavola da queste parti. E' uno dei valori aggiunti, non ci sono dubbi, tanto è vero che ormai non c'è regione, non c'è area del nostro paese, così come d'Europa, che non cerchi di attrarre turisti prendendoli anche per la gola. Qui, poi, davvero ambiente e cibi si sposano in maniera spettacolare, perché c'è un'integrazione totale tra i due elementi, una fusione. A potere aiutare ulteriormente lo sviluppo turistico di quest'area della Sicilia, poi, ci sono anche i cavalli, animali che, sotto l'aspetto sportivo, ma anche per il loro rapporto con la natura, attirano centinaia di esperti, appassionati. E qui, sembra incredibile per chi arriva dalle città, davvero i cavalli girano liberamente per le campagne e può capitare, spesso, di potere anche vedere puledrini appena nati, ancora coccolati ed allattati dalla cavalla-madre, che muovono i primi passi nelle campagne dei Nebrodi. Piero Pacione è uno degli esperti e più noti allevatori della zona. «Moltissimi turisti vengono qui abbinando il soggiorno in agriturismo, alla visita alla fattoria o al caseificio e, poi, un salto al maneggio. Anche perché - spiega - i cavalli che abbiamo noi e il contesto in cui si muovono, in cui si possono cavalcare per una passeggiata sono davvero unici e per gli appassionati una straordinaria occasione. Vengono qui cavalieri esperti, ragazzi e bambini che amano cavalcare, ma soprattutto che vivono un rapporto molto bello tra l'animale e la natura, l'ambiente. Molti turisti che ci contattano, ci chiedono proprio questo, cioè dove potrebbero galoppare, dove fare passeggiate. E quando scoprono che qua siamo nel cuore dei Nebrodi, che si passeggia accanto o dentro il fiume Troina, che ci sono spazi verdi bellissimi, beh non solo vengono, ma tornano anche e creano quel passa parola che diventa essenziale come strumento di promozione per un'area ancora tutta da scoprire». 02072011
La Sicilia
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Andrea Lodato
La Sicilia
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