Dobbiamo rafforzare la nostra credibilità per diventare più attrattivi se no nessuno ci mette i soldi sulla cultura E' possibile pensare che venga un grande imprenditore che finanzi interventi di ristrutturazione di un grande sito archeologico, come ha fatto Della Valle che ha offerto 25 milioni per il Colosseo, avendone in cambio il logo? «E' una bella idea da lanciare - dice l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo -. Ci potrebbero essere imprenditori siciliani e non che siano disposti a fare i mecenati, anche senza mettere i milioni di Della Valle. Però in Sicilia imprenditori così forti non ce ne sono, così come non si sono visti quando c'era da ristrutturare la Villa romana del Casale. La mia idea è che se prima non siamo noi a rafforzare a nostra credibilità in tema di gestione dei beni culturali non siamo neanche attrattivi nei confronti degli imprenditori-mecenati». Insomma, è una bella idea difficile da coagulare. Però se, ad esempio, il teatro antico di Taormina avesse bisogno di ristrutturazioni, un imprenditore che ci mette la sua faccia e i suoi soldi, usando il logo Taormina per i suoi prodotti, potrebbe anche essere allettato, perché il teatro antico di Taormina ha sullo sfondo la baia e soprattutto l'Etna. «Però è chiaro che come tutti coloro che debbono vendere dovremmo fare dei grandi passi avanti. Cioè se noi in 2-3 anni riusciamo a fare un percorso virtuoso possiamo avere una possibilità per attirare questo tipo di finanziamenti. Noi oltre ad attivare i fondi comunitari dobbiamo colloquiare con altre imprese, con altre istituzioni culturali e con le Fondazioni». Quale può essere il ruolo di questi enti culturali e delle Fondazioni? «Come ho già in programma penso di affidare i siti archeologici meno frequentati a gruppi di giovani in grado di risvegliare i musei diciamo dormienti. Questi enti culturali, queste Fondazioni dovrebbero avere lo scopo di affiancare questi giovani per un paio di anni fino a quando non siano in grado di camminare da soli. Quello potrebbe essere un investimento da parte di grosse imprese nazionali, che non mettono soldi, bensì competenze, affiancando queste micro imprese che poi diventano una rete di base per i nostri siti archeologici. Sarebbe già un bel risultato. Abbiamo più bisogno di competenze che di soldi. Che comunque, qualora dovessero arrivare, sarebbero i benvenuti». C'è un altro ostacolo da superare. La nuova legge sugli appalti impone le gare anche per le sponsorizzazioni dei beni culturali. Cioè tu non puoi andare all'assessorato e dire: vorrei donare 500 mila euro per il sito archeologico X. L'assessorato deve valutare la congruità dell'offerta, appenderla all'albo per vedere se c'è qualcuno che offre di più: e se nessuno rilancia, allora si può accettare l'offerta. Non è una follia? 03072011
SICILIA - Mecenati? Bella idea ma prima cresciamo
L'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, sostiene che per attirare imprenditori-mecenati per la ristrutturazione di siti archeologici in Sicilia, è necessario rafforzare la credibilità della regione in materia di gestione dei beni culturali. Secondo Missineo, se non siamo noi a rafforzare la nostra credibilità, non saremo neanche attrattivi per gli imprenditori. Ha proposto l'idea di coinvolgere imprenditori e istituzioni culturali per finanziare interventi di ristrutturazione, come ad esempio il teatro antico di Taormina.
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