UNA mano di vernice (trasparente) lì cancellerà. Per sempre, questa volta. Il prodotto anti-graffiti arriva dalla Danimarca, e si annuncia rivoluzionario: lava via le scritte dai muri della città,e li rende "impermeabili" una volta per tutte. Se si cerca di imbrattarli ancora, infatti, lo spray non riesce ad attecchire e può essere pulito con l' acqua. La dimostrazione pratica - su un Palazzo del Seicento, a Giurisprudenza in via Balbi 5 stamattina alle 10.30 - è un po' una rivoluzione culturale. Perché avviene proprio di fronte a Balbi 4, la Facoltà di Lettere che negli anni Settanta era tutta coperta di scritte, fin sulle scale. In quegli anni l' allora preside Corrado Maltese, insegnante di Storia dell' Arte, propose di tutelare quei graffiti come «opera d' arte inconsapevole». Oggi, quel dibattito sembra lontano, visto che altre città, come Romae Bologna, hanno già contattato la Italian Oil Society, che distribuisce in Italia la vernice dell' azienda danese Geo Envito Group, e Genova si prepara a fare da apripista nella lotta agli imbratta-muri. E la libera espressione? «Noi favoriamo l' arte contemporanea, ma non su un edificio integro! - sintetizza Maurizio Galletti, direttore per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria - La questione è annosa, il punto è che per le opere d' arte spontanee possono essere messi dei pannelli rimuovibili, ma spesso per un writer è importante anche l' aspetto iconoclasta, di trasgressione». Nel Centro storico le zone a rischio sono molte. «Nelle aree dove spesso passano cortei di tipo politico o sportivo - continua Galletti - al 90 per cento c' è un pericolo reale per i palazzi. Penso a una manifestazione di qualche mese fa davanti alla Prefettura, a Palazzo Spinola. I muri sono stati imbrattati, e per rimuovere la vernice sono stati usati degli abrasivi non compatibili. Bisogna dunque pensare di proteggere la città, con un insieme di azioni volte a ridurre i danni. E poi c' è il discorso dell' ordine pubblico: molto spesso non si riescono a contenere gli atti vandalici, e la città diventa anti-estetica». Per ripulire un muro, la cifra spazia da mille a decine di migliaia di euro: «Ci vogliono almeno due settimane di lavoro applicando micro-nebulizzazioni d' acqua- spiega Galletti-e impacchi con cellulose che estraggono il materiale imbrattante. Se ci sono affreschi, poi, vanno restaurati. Ma il problema vero non è solo il punto dove viene fatto il danno: come per una macchia su un vestito, intorno, rischia di rimanere l' alone». La nuova vernice protettiva, invece, «impedisce che un muro già trattato venga rovinato di nuovo - precisa l' ingegnere Marina Cabigliera, socia della Italian Oil Society e responsabile della diffusione del prodotto sul territorio - senza formare però una pellicola. Tutto nel rispetto della superficie del palazzo». E a proposito di writer, ci sono casi in cui l' arte di strada viene usata come elemento di riqualificazione urbana. Succede a Quarto Alta, dove l' ultima domenica di settembre uno dei più grandi graffitari al mondo, nome d' arte Blif, dipingerà un muro lungo 40 metri. «È un modo particolare per rivitalizzare un quartiere difficile - spiega Claudia Rovani, assessore alla Cultura del Municipio Levante - e favorire la creatività». Il dibattito continua.