DOPO quarant'anni di attesa, sembrava che il finanziamento per Palazzo Trigona, museo in pectore di Piazza Armerina, fosse finalmente giunto. Finanziamento baciato dalla fortuna, grazie ai fondi provenienti dal gioco del Lotto, che per il triennio 2004-2006, stabiliva la cifra destinata a uno dei più bei palazzi della cittadina ennese: 2.865.198 euro. La firma sul piano di interventi era quella di Giuliano Urbani, ministro per i Beni culturali, la data era 4 giugno 2004. Ma a pochi giorni di distanza, il decreto ministeriale del 4luglio2004, in fase di adozione del piano di investimenti, escludeva il palazzo nobiliare. Esclusione confermata il 22 ottobre, data definitiva dell'approvazione del piano. Con una sorpresa in più: nella lista dei monumenti da salvare era comparsa la chiesa Madre di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, che non figurava tra le emergenze architettoniche. Ma che è la chiesa del paese di origine di Alessandro Pagano, neo assessore regionale ai Beni culturali. Adesso su Palazzo Trigona è Legambiente a chiedere chiarezza, con una lettera aperta inviata a Urbani e al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. Gli ambientalisti pongono un interrogativo: con quali criteri si è proceduto alla revisione del piano di finanziamento previsto ai primi di giugno? Riccardo Calamaio, responsabile di Legambiente di Piazza Armerina, in una nota scrive: «Perché la nostra città deve pagare per le battaglie che si stanno consumando a Palazzo dei Normanni?». Lo scontro politico cui si fa riferimento non troppo velatamente sarebbe proprio quello tra An e Forza Italia, nella successione sulla poltrona dei Beni culturali, precedentemente occupata da Fabio Granata (adesso al Turismo) e su cui ora siede Pagano. Che alle polemiche risponde così: «Palazzo Trigona non è stato escluso dalla lista delle opere da finanziare con i fondi del Lotto, ma il ministero ha dato priorità agli interventi che disponevano già di un piano esecutivo, che Palazzo Trigona non possedeva. Ribadisco inoltre che il finanziamento di circa 2,8 milioni di euro per il palazzo è in graduatoria, e stiamo stanziando altri 685 mila euro per un ulteriore stralcio di lavori». Ribatte Calamaio: «II progetto di restauro del piano mezzanino è pronto, ma il governo regionale non crea le condizioni per permettere alla soprintendenza di Enna di procedere alla gara d'appalto. Il progetto per il recupero della rimanente parte del palazzo sarà pronto il 15 dicembre». E Legambiente lancia un'ultima provocazione: «Se la Regione non è in grado di attivare una corretta tutela del bene, proponiamo che la proprietà del palazzo venga affidata alla città di Piazza Armerina».
Piazza Armerina: Niente soldi a Palazzo Trigona al suo posto si restaura la chiesa
Il finanziamento per Palazzo Trigona, un museo in pectore di Piazza Armerina, sembrava essere finalmente giunto grazie ai fondi del Lotto. Tuttavia, il decreto ministeriale del 4 luglio 2004 escludeva il palazzo nobiliare, e la data definitiva dell'approvazione del piano di investimenti fu il 22 ottobre. La chiesa Madre di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, fu inclusa nella lista dei monumenti da salvare, ma non era tra le emergenze architettoniche. Legambiente ha inviato una lettera aperta ai ministri Urbani e Cuffaro, chiedendo chiarezza sui criteri utilizzati per la revisione del piano di finanziamento.
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