CI SONO battaglie navali e relitti da ricostruire, anfore greche ed etrusche da riportare alla luce, porti sepolti e rotte verso empori perduti da rintracciare. E' un recinto sconfinato, l' Arcipelago toscano. Uno scrigno di ricchezza e conoscenza ancora inesplorato eppure sempre più a rischio. Segnata da blitz e furti clandestini, la storia dell' archeologia marina sta per subire una svolta. Fra l' Università di Firenze, la Scuola Normale, il Cnr, il Centro Piaggio dell' Università di Pisae la Soprintendenza per i beni archeologici, da tre mesi un team di oltre 50 studiosi cerca di superare i limiti della ricerca subacquea. La sfida si chiama «Thesaurus» e prevede la progettazione di mini sottomarini capaci di setacciare fondali inaccessibili ai sub. Piccoli Nautilus che possano spingersi fino a 300 metri di profondità ed essere completamente autonomi. Robot dotati di intelligenza artificiale. L' ideaè quella di scovare un tesoro, appunto, rimasto fuori dagli archivi, ma di cui resta traccia nelle carte nautiche, nei codici antichi, nei diari di bordo di ammiragli e corsari che in epoca antica e moderna hanno solcato il Tirreno. Orme di etruschi, greci, romani e repubbliche marinare. Impronte di naufragi, guerre e commerci. «Saranno robot a forma di siluro, lunghi due metri e con un diametro di 60 centimetri - spiega Andrea Caiti, coordinatore del progetto e responsabile del Centro Piaggio - Navigheranno a sciame e saranno capaci di prendere decisioni. Grazie a una rete informatica, potranno comunicare fra loro a un chilometro di distanza. Così, se uno scoverà un giacimento di reperti, potrà segnalarlo agli altri e farli convergere su un unico punto». Una sintesi perfetta di informatica, robotica, meccanica, ingegneria, storia e archeologia. A bordoi «Tifoni» (battezzati così in onore di Caccia a Ottobre Rosso) avranno sensori acustici, sonar, giroscopi, telecamere, dispositivi di illuminazione e due computer di bordo, uno per l' elaborazione di dati e immagini, l' altro programmato per la ricognizione. Il progetto - finanziato dalla Regione con 1 milione e 482mila euro - è anche una risposta ad una delle necessità più pressanti per la ricerca e la tutela contemporanea: riuscire a trovare giacimenti prima che lo facciano i predoni degli abissi. La Toscana, del resto, ha già pagato il suo conto. Il caso più eclatante risale al 2000, quando un gruppo di inglesi riuscì a architettare un blitz all' isola d' Elba e a saccheggiare il Polluce, un piroscafo affondato nel 1841 su un fondale di 100 metri. Ora si punta alle oscurità, a un numero di leghe sotto i mari off limits per bombole e pinne, finora terra di conquista solo per mezzi militari o comunque molto costosi, vincolati alla superficie o a comandi impartiti dal cervellone di una nave. «Questi avranno sistemi capaci di ricostruire in 3D ogni relitto, di riconoscerne materiali, dimensioni e forme. E una volta riemersi, ci forniranno tutti i dati per una ricostruzione virtuale dei siti», dice Benedetto Allotta, docente di ingegneria energetica a Firenze. L' ultima tappa di «Thesaurus», infatti, prevede la creazione di una specie di videogioco che simuli il tragitto dei Tifoni e permetta allo spettatore di navigare dove hanno navigato loro ma davanti a uno schermo. Tutto low cost rispettoa quanto si è speso finora per ricerche simili: milioni. A giochi fatti il prototipo toscano costerà 50mila euro. La prime immersioni sperimentali sono previste per la prossima estate. Se tutto fila liscio «Thesaurus» diventerà una nuova frontiera della scienza. Un sistema per riscrivere la storia dell' archeologia e magari scongiurare disastri ambientali. Perché nell' Arcipelago non sono sprofondati solo galeoni e velieri carichi d' oro e cannoni. Da qualche parte, in fondo al mare, c' è ancora nascosta una nave dei veleni.
TOSCANA - Alla ricerca dei tesori sui fondali Indiana Jones è un sottomarino
Un team di 50 studiosi, finanziato dalla Regione Toscana, sta lavorando sul progetto Thesaurus per scoprire relitti marittimi e archeologici nascosti nel Tirreno. Il progetto prevede la progettazione di mini sottomarini autonomi, chiamati Tifoni, che possano setacciare fondali inaccessibili ai sub e ricercare reperti come anfore greche, etrusche e reperti di naufragi. I Tifoni saranno dotati di intelligenza artificiale e saranno in grado di comunicare tra loro a distanze di chilometri. Il progetto ha come obiettivo di scoprire un tesoro rimasto fuori dagli archivi e di ricostruire siti archeologici in 3D.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo