Il critico ieri era a Rovereto per l'inaugurazione della mostra che il Mart ha dedicato a Paolo Vallorz Inaugurazione da una parte e apertura, ma con critica, dall'altra, per quanto riguarda l'ipotesi di un padiglione trentino - altoatesino della Biennale. Arrivato ieri al Mart di Rovereto, il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha ufficialmente inaugurato la mostra del solandro Paolo Vallorz, classe 1931. Le opere esposte sono 82 e ricostruiscono l'intero percorso artistico del pittore trentino emigrato a Parigi. Una parte dei dipinti provengono da una precedente donazione, fatta dall'artista al museo, nel 1993. «Un patrimonio importantissimo», ha sottolineato Gabriella Belli, direttrice del Mart, definito da Sgarbi «il più significativo museo d'arte contemporanea del nord Italia». Sgarbi si è congratulato con la Belli per la scelta fatta ed è stata anche l'occasione per fare... Sgarbi, afferma di «preferire l'aria trentina a quella altoatesina. Come sapete - ha detto - ogni setto - otto mesi litigo con Durnwalder, persona capace e intelligente, ma quando dice 'io non celebro l'Italia', non capisco perché. Bolzano mi sembra in Italia». «Sbagliando - ha proseguito - Durnwalder ha trasferito anche al Trentino un po' di questa tinta sinistra, di ambigua definizione geografica che ha Bolzano, nella mente del presidente della Provincia. Provincia italiana, a mio vedere. Ho di conseguenza frequentato meno di quello che avrei dovuto questo museo, che comunque ho visto in diverse occasioni. Quando studiavo con curiosità i pittori trentini ho apprezzato invece il merito di Gabriella Belli di cui però ho capito pienamente, solo con la scelta di Vallorz, la sensibilità umana oltre che critica. Quando mi ha detto, tra i pochi, che le era piaciuta la mia Biennale, mi son dovuto ricredere. Mi sono accorto di averla confusa, rispetto all'attribuzione sbagliata del suo valore, con una che mi ha coperto d'insulti, che infatti sta a Bolzano, si chiama Ragaglia (Letizia Ragaglia, direttore del Museion di Bolzano, ndr), che era nel comitato per i premi della Biennale. Insomma ho capito che Bolzano e Trento sono due mondi molto diversi e io sto meglio a Trento». E a Trento verrà perciò allestita la sua Biennale regionale, probabilmente a Palazzo Trentini. Qui confluiranno le opere degli artisti di entrambe le province. «Abbiamo individuato una trentina di nomi. Probabilmente non troverò dei grandi accordi con Durnwalder - ha proseguito il critico - e quindi porterò a Trento anche quelli di Bolzano. Sono due province autonome, ma la regione è unica. Volevo fare Trento e Bolzano, mi accontenterò di Trento, non vorrei essere impallinato dalla Ragaglia o da non so chi». Dunque l'idea è ospitare la Biennale regionale a Palazzo Trentini, nel cuore di Trento: per questo ieri Sgarbi ha avuto incontri con le autorità politiche provinciali trentine, dopo l'inaugurazione al Mart.
Biennale "regionale". Sgarbi si ferma in Trentino: Bolzano non mi vuole
Ieri, il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha inaugurato la mostra di Paolo Vallorz al Mart di Rovereto. La mostra presenta 82 opere del pittore trentino, tra cui alcuni dipinti donati al museo nel 1993. Sgarbi ha congratulato la direttrice del Mart, Gabriella Belli, per la scelta fatta. Nel frattempo, Sgarbi ha espresso la sua preferenza per l'aria trentina rispetto a quella altoatesina. Ha anche criticato il presidente della Provincia di Bolzano, Durnwalder, per aver trasferito una "tinta sinistra" dal suo territorio al Trentino.
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