Tempi ancora incerti per l'arrivo di 85 milioni e nuovo personale Il sollievo della soprintendente dopo la manovra del governo Definite le priorità di intervento POMPEI. «Sono contenta che il ministro abbia annunciato il mantenimento dei fondi per l'area archeologica di Pompei. Ma soprattutto sono lieta che abbia annunciato il mantenimento dell'assunzione del personale così come previsto». È soddisfatta Teresa Elena Cinquantaquattro, responsabile della Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, di quanto il governo e il ministero per i Beni Culturali stanno facendo per stoppare il degrado di uno dei sin archeologici più importanti al mondo. E, in maniera particolare, è contenta sia per il tesoretto ricco di 85 milioni di euro sia per il gruppo di archeologi, architetti e restauratori che quanto prima arriveranno negli scavi. Il «Piano per Pompei» è stato difatti approvato dal Consiglio Superiore per i Beni Culturali 1'8 giugno scorso e prevede sia interventi su tutta l'area scavata sia il salvataggio di 39 domus. «Ovviamente - riprende l'archeologa - i tempi d'arrivo dei fondi promessi non dipendono da me, ma confido che sia il più breve possibile». La Cinquantaquattro mostra di avere le idee chiare tanto sulle priorità quanto sulle modalità per raggiungerle. «Naturalmente sappiamo già, anche se grosso modo, quali sono le priorità. Il nostro scopo è quello di metter in ano un sistema di controllo e di verifiche che diventi permanente e che ci consenta nel corso degli anni di intervenire e superare tutte le tipologie di emergenza che si dovessero presentare. Ovvero, puntiamo molto sulla prevenzione piuttosto che agire dopo che i problemi si sono verificati così come è accaduto di recente». In particolare, è stato previsto un sistema di monitoraggio casa per casa, capace di registrare lo stato di conservazione delle murature, della statica delle strutture, delle decorazioni, dei mosaici, degli intonaci e delle copertura. Quindi sulla base di quanto emergerà si avvieranno gli interventi che potranno essere o lavori di messa in sicurezza oppure opere di vero e proprio restauro. Ma niente effetti speciali: ci si servirà - spiega la soprintendente - di quelle entrate nell'uso comune e capaci di evidenziare lo stato del bene. Per l'analisi pre-intervento si prevede che saranno necessari tre-quattro giorni per ciascuna delle domus; per quelle più ricche di affreschi e mosaici i tempi potrebbero essere anche più lunghi. «Il nostro obiettivo - conclude la Cinquantaquattro - è la messa in sicurezza dell'intero sito. Interverremo in maniera diffusa sull'intera area archeologica proprio per eliminare i rischi che sono legati allo stato di conservazione delle strutture. Solo successivamente provvederemo a intervenire in maniera puntuale sulle singole domus."